Camusso: «Basta guerre tra poveri»

A Belluno la segretaria della Cgil interviene sul caso Ideal Su Luxottica: l’incertezza nella governance non è piacevole

BELLUNO. Vi ricordate? “Fischia il vento e infuria la bufera, scarpe rotte e pur bisogna andar a conquistare la rossa primavera dove sorge il sol dell'avvenir”. Il maltempo sferza la provincia, ma loro, gli operai e gli impiegati di tutta la provincia, al Giovanni XXIII ci sono: per l’attivo Cgil della mobilitazione anti-Renzi. Ma la canzone che cantano, quando compare lei, Susanna Camusso, è la “Bella ciao”.

Sorride, la leader, sul palco incorniciato dalle rose rosse. E chi le porta i primi saluti? La neopresidente della Provincia, Daniela Larese Filon. Che, però, non fa l’anti renziana. Lo fa, invece, il presidente del Consiglio comunale di Belluno, Francesco Rasera Berna. Una filippica, la sua, contro la legge di stabilità.

Ma a Belluno la Susanna è salita anche per parlare dei problemi della provincia. E subito lancia un messaggio inequivocabile: bisogna evitare la guerra fra poveri. Immaginate a chi si riferisce? L’Ideal Standard, ovviamente. «Questo è un classico caso in cui il processo di razionalizzazione rischia di trasformarsi in una guerra fra lavoratori di due stabilimenti con tutti gli effetti negativi, ma frequenti, in un paese che sta spostandosi sempre più in basso. Noi siamo per muoverci nel rispetto degli impegni assunti, con le necessarie garanzie che il tavolo ministeriale aveva dato e che deve provare a mantenere».

A fare da contrappunto all’azienda nell’occhio del ciclone c’è la Luxottica. Tutt’altra musica, ma non troppo: «Non ci ha favorevolmente colpito l’incertezza della governance», ammette la numero uno della Cgil, «abbiamo visto nel giro di un tempo breve un sommovimento dei gruppi dirigenti. Ci auguriamo che non ci sia un'interferenza di ordine familiare o degli azionisti, perché questa è, per molti aspetti, un'azienda modello: per produzione, esportazioni e anche per le relazioni sindacali importanti, sia innovative che tradizionali».

In sala ci sono anche i rappresentanti di aziende che, fortunatamente, si sono salvate dalla crisi. I delegati, per esempio, della Birreria Pedavana, che consegnano nelle mani della sindacalista una cassa di birre. Ci sono anche i compagni di lavoro di quel delegato della Fiom che è stato licenziato, dopo essere stato spiato sull’uso dei permessi. “Come è possibile che questo avvenga?”, chiediamo alla Camusso. Risposta breve, ma significativa. «Forse, a furia di dare il messaggio che c'è una libertà di licenziare, nelle imprese si determinano delle conseguenze».

Si parla delle imprese dell’eccellenza. Una per tutte? L’Aprilia? Alle sue imprese mondiali si applaude anche ai piedi delle Dolomiti. Eppure quest’azienda ricorre alla cassa integrazione. Storce il naso, la leader cigiellina. E lo storce di più quando le si ricorda che la Cisl di Belluno si è fusa con quella di Treviso e le si chiede se la Cgil ripeterà questo processo. «Abbiamo una discussione aperta che porterà fra qualche mese alla nostra conferenza di organizzazione, ma con un'idea un po' diversa. Immaginiamo di radicarci di più sul territorio, non di centralizzare di più le strutture. Preferiamo avere più dirigenti nelle periferie anzichè un accentramento delle strutture».

Sarebbero tante altre le problematiche da affrontare, ma incombono i problemi nazionali. L’assistente fa curiosare la Camusso nel proprio cellulare. Sbirciamo anche noi e leggiamo che Draghi, il presidente della Bce, vede nero osservando l’economia dell’Ue. Proprio non ci voleva in un pomeriggio così nero. «Lui vede nero perché pensa che non ci siano alternative, mentre noi l'alternativa la indichiamo», tranquillizza la segretaria Cgil. «È indubbio che se le cose rimangono così non si può che vedere nero, noi pensiamo invece che ci siano delle possibilità e sul fatto che ridurre la diseguaglianza ai redditi sia la strada per creare lavoro non abbiamo dubbi».

La sala del Giovanni XXIII è zeppa di lavoratori. In 500 si sono presentati in piazza San Giovanni a Roma. Molto più numerosi quelli che si preparano per le prossime iniziative. Sempre anti Renzi. Non digeriscono affatto quest’accusa di essere campioni di conservatorismo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

3 mesi a 1€, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Il quartiere Duomo vince il Palio di Feltre 2022: il nostro videoracconto

Focaccia con filetti di tonno, cipolla rossa e olive

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi