Il grido d’aiuto degli artigiani

Nelle terre alte scarseggiano le materie prime, per Deon «non bastano le dichiarazioni di calamità»

COMELICO. Manca il carburante, scarseggia il cemento. E chi vuole nuove provvigioni di materie prime è costretto a lunghi giri. È un territorio in ginocchio, quello del Comelico, come raccontano gli artigiani del posto.

«Sono già infiniti i disagi vissuti a causa dell’interruzione delle strade» spiega Mario Doriguzzi, che si occupa di trasporti e commercio all’ingrosso di legnami a Santo Stefano di Cadore. Preoccupato anche Maurizio Buzzo, distributore carburanti “Reteitalia” di Santo Stefano di Cadore, che sta terminando le scorte di carburante.

C’è esasperazione alla Comis Celeste srl, Santo Stefano: «Non è possibile in termini di costi e tempo dover arrivare fino a San Candido e ritornare ad Auronzo per approvvigionarsi presso aziende che stanno a Cima Gogna». Ed ancora i fratelli Soravia, estrazione inerti e calcestruzzo a San Pietro di Cadore: «Abbiamo difficoltà ad approvvigionarci di cemento».

«In pratica» spiega Giacomo Deon, presidente di Confartigianato Belluno, «abbiamo un’economia messa in ginocchio. Non bastano le dichiarazioni di calamità, servono interventi strutturali, perché il futuro sia diverso».

Confartigianato raccoglie le difficoltà del mondo dell’artigianato bellunese ed in particolare quelle del Comelico, colpito in queste ore da numerosi episodi di dissesto idrogeologico che stanno mettendo a dura prova la viabilità locale.

Vivere in montagna, spiega Confartigianato, ha costi elevati. «Ma questo è chiedere troppo ed è frutto della miopia di chi ci ha governati in tutti questi anni» continua Confartigianato, «la priorità delle infrastrutture viarie è fondamentale, perché le valli di montagna possano essere attrattive sia dal punto di vista turistico che del fare impresa. Manca meno di un mese al ponte dell’Immacolata e il Comelico resta quasi isolato, dopo quanto già subito nell’inverno scorso».

«In tempi già difficili, questa emergenza rischia di pesare eccessivamente sulla cittadinanza e sulle imprese», aggiunge Deon. «Serve, infatti, far arrivare materie prime, così come effettuare consegne e far partire le merci dalle aziende. Invece i mezzi sono quasi fermi, se non sobbarcandosi percorsi alternativi molto impegnativi in termini di tempo e costi per uscire dalla valle e maestranze che, per raggiungere il posto di lavoro, devono compiere percorsi altrettanto articolati».

Confartigianato chiede agevolazioni per le aziende locali mentre l’obiettivo di lungo periodo è la costruzione della galleria di Coltrondo. «Si tratta di assicurare funzioni elementari alla comunità locale, che chiedono il trasporto delle merci e delle persone, oltre che l’erogazione di servizi base come può essere il pronto intervento sanitario» aggiunge Deon.

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