Montagna senza segreti al futuro Cednea

A San Vito sta nascendo il Centro di documentazione naturalistica, etnografica e archeologica

SAN VITO. Al piano terra dell’“asilo vecio” sta nascendo il Centro espositivo e di documentazione naturalistica, etnografica e archeologica (Cednea), che si occupa della conoscenza delle aree geografiche d’alta quota comprese nei territori dell’antica Regola Granda.

L’annuncio arriva da Giovanni Zandegiacomo Seidelucio del Gruppo archeologico cadorino. Il Cednea nasce dopo la conclusione della “raccolta dei dati di superficie”, il censimento delle tracce antropiche effettuato su questi territori tra giugno 2011 e ottobre 2013 dalle università di Trento e Ferrara e proseguito anche nel 2014. Il centro, inoltre, deve raccogliere una quantità di dati sufficiente per impostare un archivio informatico di base, adeguato alle necessità.

Il progetto del Cednea è stato elaborato da Andrea De Lotto, con la collaborazione del laboratorio Bagolini e dei due atnei. È realizzato in accordo con il Comune e le Regole di San Vito e dell’Union ladina d’Oltreciusa, come conferma l’ex sindaco Andrea Fiori: «Abbiamo lavorato molto bene insieme con queste organizzazioni e stiamo portando avanti questo importante lavoro che troverà collocazione al piano terra nell’asilo vecio. Il centro non sarà in concorrenza con gli altri musei ma dovrà funzionare in sinergia ed interscambio, in modo da fornire una idea completa di tutto ciò che esiste in Cadore. Sono certo che l’amministrazione comunale proseguirà in questo impegno in modo da arrivare all’auspicata apertura del centro in tempi brevi».

La disposizione degli ambienti del centro non sarà lineare e quindi i percorsi possibili potranno essere più di uno. Il caso più comune prevede che il visitatore giunto nell’ingresso decida d’ iniziare la sua ricerca dallo spazio video, dove sul grande schermo scorreranno alcuni filmati, tra cui quello sulla performance di un archeologo che, dal vivo, incide una lastra di arenaria utilizzando materiali e tecniche di 2300 anni fa. Il visitatore si sposterà quindi da una stanza all’altra: dallo spazio materiali, dove gli oggetti esposti possono essere toccati e presi in mano, allo spazio reperti, dove, operando su un tavolo tattile, potrà analizzare immagini tridimensionali ad alta definizione che gli consentiranno di apprezzare dettagli dei reperti non visibili a occhi nudo. La visita al Centro potrà proseguire da casa consultando il sito cednea.it.

Vittore Doro

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