A Cadin di Sotto cinquanta bovine nella nuova stalla

La famiglia Ghedina realizza il sogno di un agriturismo «Per la Jaegerhouse mi sono ispirato alle aziende del Tirolo»

CORTINA. "Jaegerhouse" - la casa del cacciatore: è questo il nome che Angelo Ghedina e il figlio Luca hanno voluto dare alla nuova azienda agrituristica inaugurata alcuni giorni fa a Cadin di Sotto. Un sogno, una grande passione, che Angelo Ghedina "Broco" – papà del campione Kristian Ghedina – coltiva fin da piccolo, quando suo padre faceva il contadino, e che ora si è realizzata dopo decenni di tentativi.

Nei prati di proprietà della famiglia Ghedina, alcuni dei quali acquistati nel tempo proprio con l'idea di realizzare l'azienda agrituristica, si può ammirare la nuova stalla con fienile, magazzino, e, in uno stabile a parte, l'agriturismo con cinque camere per il pernottamento e bar-ristorante.

La stalla ha già al suo interno 50 vacche: 20 da latte, 20 da carne, e 10 di altra proprietà, oltre a tre maiali. È attrezzata con una moderna sala di mungitura, che permetterà al gestore di mungere fino a quattro mucche alla volta. Il latte viene raccolto in un serbatoio e ogni due giorni consegnato al furgone della Lattebusche, di cui Luca Ghedina è socio, e utilizzato come “latte di alta qualità”, periodicamente sottoposto ad analisi di controllo.

«Porto avanti quest'idea da oltre trent'anni» spiega Angelo Ghedina. «Ho sempre avuto la passione delle attività che fossero legate al territorio, come quelle agricole e contadine, anche per la caccia, perché valorizzano un equilibrio tra l'economia e l'ambiente. Attività, queste, che negli anni sono andate perse, in quanto economicamente non portano a grandi risultati. Oggi le politiche europee vanno verso il recupero del settore primario, e grazie a incentivi e contributi, questo settore sta registrando una crescita».

L'attività agricola da sola, tuttavia, non basta per produrre un reddito sufficiente, e quindi le nuove leggi hanno previsto la possibilità di abbinare un agriturismo per poter mantenere l'azienda. «La normativa permette di gestire la ristorazione e le camere, con dei parametri calcolati in base alla terra, e alla produzione di latte e carne. Il 50% dei prodotti che serviamo al ristorante deve provenire da aziende agricole certificate, il 25% devono essere prodotti propri, e il rimanente 25% è libero».

L'azienda è stata concepiti sul modello delle strutture austriache e dell'Alto Adige. «Ho visitato molte aziende, sia nella pianura padana, sia in Austria e in Alto Adige. Sono rimasto esterrefatto da quanto belle sono le strutture nel Tirolo, non molto grandi, fatte con cura, gestite con un'atmosfera familiare, finalizzate a commercializzare il proprio prodotto. È a queste aziende che mi sono ispirato nella costruzione dell'agriturismo».

La "Jaegerhouse" è stata concepita il più possibile autonoma dal punto di vista energetico, costruita con materiali di classe A e con un impianto a cippato, che scalda sia l'agriturismo, sia le stalle.

Marina Menardi

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