Sei ore di lavoro per guarire il tubo rotto

I tecnici di Bim Gsp all’opera sull’acquedotto dalle 5 del mattino e sotto la neve: «Un intervento finito a tempo di record»

BELLUNO. Il buco nell’acquedotto. Riparato da Bim Gsp il tubo del Val Clusa: disagi limitati, sia in città che in Sinistra e Destra Piave, per le 50 mila utenze servite. L’unica zona, che dovrà avere ancora un po’ di pazienza è quella di Sant’Antonio Tortal, nel comune di Trichiana. Lassù l’acqua dovrebbe tornare in mattinata, nel frattempo i residenti hanno potuto rifornirsi all’autobotte messa a disposizione dalla società che gestisce il servizio idrico.

L’intervento a Peron è cominciato alle 5 di ieri mattina, sotto la neve ed è andato avanti fino alle 11. Sei ore in tutto. Una decina di tecnici e operai di Bim Gsp ha dato inizio alle manovre programmate che era ancora buio, dopo che nella notte tra martedì e mercoledì si era provveduto a una riparazione provvisoria con un dispositivo che si chiama collare. Solo così si era fermato quel geyser alto una ventina di metri e farcito di sassolini sopra la strada regionale 203 Agordina. Preliminarmente l’acqua è stata chiusa nelle quattro opere di presa sistemate in quota, in un secondo momento bisognava svuotare la condotta interessata dal guasto.

Verso le 8.30 è cominciata l’operazione di taglio del pezzo di tubo danneggiato dalla scossa di terremoto di lunedì e, per questo, è stato necessario ampliare l’area dello scavo. Nel giro di un’ora, è stato ultimato il raccordo: «Erano le 10, quando abbiamo parzialmente riaperto l’acqua in quota, per testare la stabilità e la tenuta proprio dei raccordi», spiegano dall’azienda, «e procedere con lo sfiato dell’area in rete, quindi alle 11 abbiamo raggiunto il massimo del deflusso dell’acqua con 400 litri al secondo. Una portata importante, del resto stiamo parlando di una tubazione del diametro di 60 centimetri. Contemporaneamente in diverse tratte sono state realizzate anche altre sistemazioni programmate lungo la dorsale della Sinistra Piave e nel pomeriggio lo scavo è stato chiuso, una volta che tutto era a posto».

Bim Gsp fa sapere di aver concluso i lavori a tempo di record. Il riempimento preventivo delle vasche di accumulo ha permesso di limitare i disservizi, lungo tutta la condotta che arriva fino a Valdobbiadene: «I disagi sono cominciati da metà mattinata, quando le scorte stavano cominciando a scarseggiare», riprendono dall’azienda, «soprattutto a Limana, Trichiana, alcune zone di Mel e nel quartiere cittadino di Cavarzano. Pur avendo riaperto la fornitura tempestivamente, i serbatoi dovevano ricaricarsi adeguatamente. Comunque, la situazione è andata progressivamente migliorando. La notte è stata indispensabile per consentire al livello delle vasche di stabilizzarsi e in giornata dovrebbe tornare nella normalità anche la situazione di Sant’Antonio Tortal, la località che fin da subito presentava i problemi maggiori».

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