Elettrodotto, i comitati tornano a manifestare

Domani appuntamento in piazza Duomo durante l’incontro tra Provincia e Terna «La politica vuole escluderci, peccato che non conoscano la materia»

BELLUNO. Muro contro muro. Annunciano battaglia, i comitati civici della Valbelluna, che si danno appuntamento per domani mattina sotto le finestre di Palazzo Piloni. Manifesteranno la loro indignazione per quella che definiscono «l'ennesima presa in giro da parte della politica locale, che non ha ancora capito come ci si confronta con Terna».

I vertici della società venerdì saranno in Provincia, per un incontro chiesto alla presidente Daniela Larese Filon al fine di illustrare il progetto di razionalizzazione della rete che interessa gran parte del territorio bellunese. I comitati avevano chiesto di partecipare all'incontro, la presidente ha detto di no e si è passati dal dialogo allo scontro. «Ci vediamo costretti a manifestare, perché siamo stanchi di essere presi in giro. C'è chi ci definisce arroganti, ma noi ci siamo sempre posti in modo propositivo con tutti. Da tre anni chiediamo un incontro pubblico con tutti i sindaci interessati dal progetto Terna. Non lo abbiamo mai ottenuto. È negligenza o c'è dell'altro?».

«Ci hanno dipinti come i comitati “del no”, ma non abbiamo mai detto che non vogliamo l'elettrodotto», continuano. «Vogliamo, questo sì, un progetto che sia sostenibile per il nostro territorio. I nostri politici non lo hanno ancora capito. Anzi, vanno a trattare con Terna da soli. Evidentemente il passato non ha insegnato nulla. Il sindaco di Belluno Massaro ha sempre voluto incontrare Terna da solo, senza farsi accompagnare da tecnici o dirigenti del Comune. Il risultato: è andato sotto in consiglio al voto sull'addendum C, perché non ha avuto l'intelligenza di ascoltare chi era più informato di lui». E ancora: «L’assessore Salti ha confessato in camera caritatis che, senza la nostra azione, probabilmente oggi la giunta Massaro sarebbe ricordata per aver sventrato il Nevegal con tralicci alti 60 metri. E ci ricordiamo tutti dell'ex sindaco di Limana, Mario Favero, che ha rischiato di essere incastrato dai suoi stessi colleghi, salvo poi essersi reso conto che qualcosa non quadrava, in tutta questa vicenda. Favero ha capito di essere stato preso in giro e ha combattuto insieme ai cittadini. Gli altri cos'hanno fatto?».

A Ponte nelle Alpi «l'amministrazione ha cercato perfino di toglierci il diritto di parola. Proprio a Ponte, fulcro di tutto il problema. Il potenziamento della stazione elettrica di Polpet avrà ricadute su tutta la Valbelluna, fino al Feltrino e al Trevigiano. Questo lo vogliono capire o no i nostri politici?».

La Provincia «sta commettendo gli stessi errori fatti dai sindaci in questi anni. La presidente non deve sedersi al tavolo con Terna da sola. È un errore. Abbiamo provato a porvi rimedio, chiedendo che l'incontro fosse pubblico. A questo punto, ci vedremo in piazza Duomo. Siamo abituati a rimanere fuori dalle porte, ma non per questo ci arrenderemo».

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