Belluno nell’Euregio come osservatore

BELLUNO. Nessun veto, soltanto braccia aperte. I vertici del Gect (Gruppo europeo di cooperazione territoriale) spalancano le porte alla provincia di Belluno nell'Euregio come osservatore permanente....

BELLUNO. Nessun veto, soltanto braccia aperte. I vertici del Gect (Gruppo europeo di cooperazione territoriale) spalancano le porte alla provincia di Belluno nell'Euregio come osservatore permanente. Arno Kompatscher, presidente dell’Alto Adige, parla anche a nome di Günther Platter, presidente del Gect e Capitano del Tirolo, e di Herbert Dorfmann, europarlamentare bolzanino, quando dice che «abbiamo confermato la volontà di modificare lo statuto per consentire l'ingresso della vostra provincia nel Gruppo, con il nuovo status di osservatore permanente».

La notizia è stata condivisa ieri mattina a Merano durante la riunione della Südtiroler Volkspartei, partito che rappresenta gli interessi della parte tedesca e ladina della provincia di Bolzano, ma che grazie alla sponda locale del Bard ha cominciato a interessarsi anche delle problematiche della provincia di Belluno.

«Da tempo condividevamo questa linea», ammette Kompatscher, «ora non resta che prendere la decisione come giunta e che il presidente del Gect proponga la variazione all'assemblea generale, che si dovrà esprimere per rendere effettivo questo nuovo status. Il diniego alla domanda presentata dalla vostra presidente Daniela Larese Filon era dovuto soltanto a una questione formale, non sostanziale», ribadisce il presidente altoatesino, «lo statuto non prevede la figura di Stato osservatore, ma per permettere l'ingresso di Belluno siamo d'accordo ad apporre tutte le modifiche necessarie».

Prima di giungere ad approvazione ci vorranno mesi. «Entrare nel Gect con il ruolo di osservatori permetterà alla vostra provincia di confrontarsi continuamente su tematiche comuni e di osservare come gestiamo questo organismo, oltre che di intessere nuovi contatti e relazioni e di cogliere partnership che possano permettere anche a voi di intraprendere un percorso simile». Più chiaramente: «L'Euregio è stato pensato per tre regioni: il Tirolo, il Sudtirolo e il Trentino», puntualizza Kompatscher, «Belluno non potrà entrarne a far parte se non come osservatore, ma questo le permetterà comunque di cogliere le basi per mettere in piedi un progetto affine». L'apertura insomma è parziale: «Noi ovviamente difendiamo la nostra esperienza di provincia autonoma», rivendica il presidente, «ma l'esperienza della montagna ci unisce. Sappiamo che i problemi da affrontare sono simili su molti fronti, siamo sensibili a questo avvicinamento, anche all'interno della strategia macroregionale alpina». (f.v.)

Fiammiferi di asparagi con aspretto di ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi