La guerra vista dai soldati in mostra sul passo Pordoi

Oggetti recuperati sul Col di Lana e trasformati in utensili o opere d’arte l’esposizione durerà per tre anni, esclusi i mesi invernali, al centro Crepaz

LIVINALLONGO. La guerra sul Col di Lana in mostra a Passo Pordoi. Sarà inaugurata il 2 giugno prossimo nei locali del “Centro Bruno Crepaz” del Cai sul Passo Pordoi la mostra permanente di cimeli ed oggetti risalenti alla Prima Guerra Mondiale dedicata interamente al Col di Lana ed alla vallata fodoma. Una guerra che sarà raccontata, in particolare, con reperti trasformati in attrezzi da lavoro o piccoli oggetti confezionati dai soldati in trincea.

L’iniziativa è partita da un gruppo di otto appassionati collezionisti, recuperanti fodomi che hanno fondato la “Associazione Storico Culturale Col de Lana - Livinallongo - Buchenstein”. «L’idea» raccontano, «è nata concretamente un paio d’anni fa, durante una delle tante giornate passate alla ricerca di reperti bellici. Il centenario della Grande Guerra si avvicinava e così abbiamo pensato: o adesso o mai più».

Anni e anni di appassionate ricerche, soprattutto sul Col di Lana, di scambi con collezionisti, di acquisti su internet hanno portato gli otto giovani ad accumulare una mole impressionante di oggetti, tra fotografie storiche, molte di queste inedite, reperti prettamente bellici, divise e materiale di vario tipo risalente al periodo della Prima Guerra Mondiale. Testimonianze, spesso toccanti, che sarebbe stato un peccato lasciare chiuse in qualche magazzino.

Musei e mostre sulla Grande Guerra ne sono nati diversi in questi anni «ma a Fodom» spiegano, «dove sorge il Col di Lana, uno dei simboli di quel conflitto, non c’è niente. Solo nel Museo Etnografico Ladino vi si trova dedicata una piccola e limitata sezione. Con la mostra vogliamo contribuire a valorizzare questa storia, a farla conoscere».

Una passione che i promotori dell’iniziativa coltivano da decenni. Qualcuno l’ha ereditata dal papà o dal nonno, a sua volta recuperante. Hobby diventato anche occasione di studio, conoscenza della storia, dei materiali, degli eventi. «Le nostre ricerche non sono improvvisate. Leggiamo i libri che narrano dei combattimenti o che spiegano dove c’erano le postazioni, consultiamo fotografie storiche per riconoscerne i luoghi e lì andiamo a cercare. Ci documentiamo su tutti i tipi di materiali o oggetti usati nel conflitto per imparare a riconoscerli. Molti li abbiamo recuperati, per caso, nelle discariche o nelle soffitte della case a Fodom».

E proprio questo sarà uno degli aspetti che caratterizzerà e distinguerà la mostra del Pordoi. Gli oggetti che si trovano comunemente nei musei ed esposizioni, come armi, attrezzature o corredi militari in genere sono stati prodotti in serie. Qui a raccontare la guerra saranno in particolare i reperti bellici trasformati, per necessità, dalle abili mani della gente del posto in attrezzi da lavoro oppure i piccoli oggetti, piccole opere d’arte, che i soldati costruivano nelle trincee, durante le pause tra una battaglia e l’altra con il poco che avevano a disposizione, come pezzi di bombe, fucili, reticolati, sui quali magari incidevano frasi di ricordo, pensieri o vere e proprie preghiere. Oggetti unici, intimamente legati a questi luoghi dove quella guerra, più che altrove, ha segnato e cambiato il destino di una valle e di una popolazione.

La mostra si estenderà su circa 350 metri quadrati nelle sale del Centro Bruno Crepaz messe a disposizione dal Cai. Oltre 3000 gli oggetti esposti suddivisi in tre settori: uno dedicato alle fotografie, uno alle divise e gli oggetti e reperti bellici in genere, nel terzo saranno allestite le ricostruzioni di baracche e trincee. La mostra resterà aperta tutti i giorni, dalle 10 alle 17.30 esclusi i mesi invernali, fino all’ottobre del 2018, centenario dalla fine del conflitto.

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