Nevegal, un duro colpo il no delle tre squadre

Vicenza, Latina e Spal hanno rinunciato al ritiro estivo per mancanza di alberghi Il sindaco Massaro: «Serve l’aiuto di tutti per partire. Ma c’è bisogno di tempo»

BELLUNO. Avere una struttura sportiva come quella di Pian Longhi e non poterla sfruttare adeguatamente perché manca la ricettività. Sembra un paradosso, ma è quello che accade in Nevegal.

Tre squadre di calcio (Vicenza, Latina e Spal), grazie all'interessamento del vicesindaco di Ponte nelle Alpi Enrico De Bona, avevano messo gli occhi sul Colle per il ritiro estivo, ma dopo aver fatto un sopralluogo e aver verificato che gli alberghi non sono adeguati per ospitarle, hanno rinunciato.

È un duro colpo per il Colle, che sta tentando di rinascere ma che si scontra di continuo con problemi di questo tipo. «Questa situazione mette in luce ciò che sosteniamo da tempo: il primo punto da cui partire per rilanciare il Nevegal è l'ospitalità», dice il sindaco di Belluno, Jacopo Massaro. «Il problema si era verificato già quest'inverno. Ad oggi non siamo in grado di dare un'offerta di ospitalità buona per vendere il prodotto turistico. E questo è il motivo per il quale riteniamo che una delle prime cose da fare sia costruire l'ospitalità diffusa, che offre una ricettività che oggi non c'è, e che, come abbiamo visto con l'esperienza realizzata con i Borghi della Schiara, si può concretizzare nel giro di pochi mesi. Per un'offerta di tipo alberghiero, invece, servono anni, perché si tratta di un'offerta più strutturata».

È difficile, però, che squadre di calcio professioniste scelgano di soggiornare in un albergo diffuso. Secondo Massaro, però, il Nevegal va guardato con una prospettiva a lungo termine: gli investimenti che si stanno facendo adesso, e che si svilupperanno nei prossimi anni, renderanno il Colle più attrattivo, e potrebbero invogliare un privato a investire nella ricettività. Non può farlo il pubblico, chiaramente: «Non possiamo sostituirci al privato, ma possiamo mettere in campo iniziative per far ripartire il Colle», continua il sindaco. «Oggi gli impianti di risalita sono gestiti da imprenditori che hanno investito mezzo milione di euro per farli funzionare. Noi abbiamo messo risorse per coprire l'aspetto di promozione turistica e per avviare il progetto dell'ospitalità diffusa. Stiamo facendo tutta la parte che spetta al pubblico per mettere in piedi e sostenere progetti (l'allestimento delle piste bike, la georeferenziazione di queste e dei sentieri, per fare due esempi) e stiamo collaborando con gli operatori. Ci siamo incontrati nei giorni scorsi, con l'obiettivo di definire una visione d'insieme con la quale costruire progetti per presentarsi ai bandi europei. Ma ognuno deve fare la sua parte, sulla ricettività modello albergo, serve l'intervento di un privato». Ma affinché un imprenditore decida di mettere risorse in un posto, è necessario che ciò gli dia un ritorno. Il Nevegal ha l'attrattiva necessaria per indurre un privato a investire? Secondo il sindaco sì: «Credo che con quello che stiamo facendo, i risultati si vedranno. Non subito, magari ci vorrà del tempo, la prospettiva è a lungo termine. E ciascuno deve svolgere il suo ruolo».

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