Sersa, calano i ricavi derivanti dalle rette Tariffe in aumento

La società ha 500 mila euro in meno per il crollo degli ospiti di villa Bizio, mentre Palazzo Rosso taglia 160 mila euro

BELLUNO. Centosessantamila euro in meno dal comune di Belluno per la Sersa nel 2015. Lo ha scritto nero su bianco nel suo bilancio previsionale la società che gestisce alcuni dei servizi sociali del capoluogo. Una diminuzione che deriva in parte dall’eliminazione del calmieramento lineare (cioè del supporto economico che palazzo Rosso garantiva a tutti gli ospiti di Sersa a prescindere dal loro reddito), ma anche dall’eliminazione delle quote che venivano stanziate, sempre dall’amministrazione comunale, a vantaggio degli ospiti autosufficienti di Villa Bizio.

Leggendo il documento economico-finanziario di previsione della Sersa, si scopre infatti che, per quanto riguarda i proventi delle rette, ci sarà una diminuzione drastica di quasi 500 mila euro. Infatti, si passerà dai 735 mila euro di entrate per le quote di villa Bizio nel 2014, ai 257.500 del 2015. Una riduzione importante che deriva dal fatto che fino a qualche anno fa, gli ospiti della villa erano 34 mentre ora sono solo 12. «Dei quattro piani dello stabile, uno solo oggi è occupato dagli ospiti, che proprio in ottemperanza alla volontà del Comune di Belluno devono assumersi completamente la spesa per il soggiorno nella villa», spiega l’assessore Valentina Tomasi.

In breve, i ricavi per la Sersa sono in diminuzione: il calo degli utenti del centro diurno portano le entrate da 171 mila euro a 142 mila euro; per il trasporto si passa da 20 mila a 18.500, mentre cala di 15 mila euro anche il ricavo derivante dal servizio di assistenza domiciliare e di 500 euro per il telesoccorso: si passa così da 3.620.000 euro di entrate complessive per le varie rette nel 2014, a 3.113.500 euro per il 2015.

A fronte di questo, la società ha avuto una contrazione delle spese, riconducibile per la gran parte alla gestione di villa Bizio: quasi 200 mila euro verranno risparmiati per l’appalto del servizio di assistenza notturna la cui spesa passa dai 543mila euro dell’anno scorso ai 355 mila attuali, «proprio perché non c’è più il servizio nella villa Bizio», dice l’assessore. Ridotte anche le voci di riscaldamento, del servizio lavanderia, lo smaltimento rifiuti, le assicurazioni e le manutenzioni ordinarie, con un risparmio di quasi 400 mila euro. Diminuisce anche il costo del personale che passa da 4.250.000 euro a 4.229.000.

Alla fine il risultato di esercizio chiuderà in pareggio, ma Sersa è costretta ugualmente ad aumentare le tariffe di 0.60 centesimi per i non autosufficienti. Inoltre, il Comune di Belluno, visti i pochi utenti, ha tagliato il contributo (0.50 €) a persona per il trasporto per il centro diurno (che sale da 5.50 a 6 euro).

«Invece di calmierare linearmente, abbiamo deciso di contribuire sulla effettiva capacità del soggetto», dice ancora Tomasi che prosegue spiegando come «per il centro diurno abbiamo tolto il criterio dell’Isee. Inoltre, per i non residenti non contribuiamo più».

Intanto Sersa spa sta pensando a varie opzioni per recuperare villa Bizio. «Nelle prossime settimane dovremo avere qualche ipotesi di utilizzo», conclude l’assessore al sociale che propone di «pensare a realizzare piccoli appartamenti al posto delle semplici camere. Ormai bisogna orientarsi verso un housing sociale».

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