Il Cai dice no all’apertura di nuove ferrate

Ma per l’estate c’è una novità per gli alpinisti: è stato messo in sicurezza e riapre il sentiero dal Carducci al bivacco De Toni

AURONZO. “Sellaronda delle ferrate”. Una nuova proposta per l’estate in quota. Verso le cime più suggestive delle Dolomiti.

Riapre, chiuso dal 1998, il sentiero107, che dal rifugio Carducci, in Comune di Auronzo, consente di arrivare al bivacco De Toni. In parte è stato attrezzato e messo in sicurezza, lungo un tratto strapiombante. È uno degli itinerari alpinistici più affascinanti nel cuore delle Dolomiti, con un panorama mozzafiato e un ponte spettacolare.

«In questo modo si completa, al momento, la Sellaronda delle ferrate», anticipa Giuseppe Monti, gestore del rifugio Carducci, «con la “Roghel” sul Popera, la Cengia Gabriella, la ferrata degli alpini 1915-18 (fino al passo Fiscalino), la Paterno, la Strada degli alpini, la TorreToblin, i costoni di Croda rossa, la Zandonella. Un itinerario affascinante che consigliamo agli escursionisti, dotati, però, di tanta prudenza».

Il sentiero 107 passa per forcella Maria e in questi 16 anni ha patito le più diverse traversie. A cominciare dalle frane lungo il ghiaione. Nei prossimi giorni, via la neve, il percorso verrà ispezionato dalle competenti autorità che devono controllare il buon utilizzo dei fondi pubblici.

«Sono i benvenuti» anticipa Monti. Soddisfazione anche da parte del Cai Veneto. «Il Club Alpino Italiano dice di no, in linea di massima, all’apertura di nuove ferrate», afferma il portavoce Bruno Zannantonio, «quelle che ci sono bastano e avanzano. Si tratta, semmai, di provvedere alla loro manutenzione, attraverso, se necessario, una ristrutturazione».

Le ultime nevi in quota, con le temperature molto alte di questi giorni, si stanno sciogliendo, per cui tanti rifugi mettono in conto di aprire il prossimo fine settimana. Se, nell’Ampezzano, il rifugio Fedare è già aperto, il Lagazuoi lo sarà dal 13 giugno, l’Averau, invece, dal giorno 12, il Col Gallina dal 18. Anche il Croda Da Lago anticipa l’apertura al 13 giugno, così pure il Nuvolau, la Baita Bai de Dones. Il rifugio 5 Torri sarà attivo dal 12, lo Scoiattoli dal 21 giugno, il Piezza dal 25.

Tutti i gestori incrociano le dita – e primo fra tutti Alessandro Farinazzo, che per conto del Cai coordina i rifugi - perché non si ripeta la stagione malvagia dell’estate scorsa. Tanti si sono anche innovati. Con il “Progetto Natura 2000”, portato avanti dal Cai, si sono dotati, ad esempio, di sale didattiche multimediali, in cui poter ospitare conferenze di alpinisti. Al Carducci, per esempio, oltre a questa opportunità si può apprezzare il giardino botanico, così come quello del Vazzoler, ai piedi della Civetta. Consolidata, ormai, l’attività didattica e scientifica al rifugio Auronzo, alle Tre Cime, che in questi giorni è stati preso d’assalto dai tedeschi. E proprio qui hanno fatto sede, per il loro corso, i fotografi di Click Alps, provenienti da ogni parte d’Italia, che i docenti Nicola Bombassei e Roberto Moiola hanno accompagnato intorno alle Tre Cime, insegnando come si scatta. «La fotografia più difficile», racconta Bombassei, «è stata quella del temporale di sabato sera su Auronzo, con lampi che facevano davvero paura». Migliaia gli scatti dei 15 allievi, che hanno fatto anche l’alba per catturare i primi raggi di sole.

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