Treno più veloce con i nuovi tracciati

A Pieve di Cadore presentati due progetti per il Bellunese: il bypass di Ponte nelle Alpi e la nuova linea verso Auronzo

PIEVE DI CADORE. Ridurre i tempi di viaggio tra Venezia e Calalzo di venti minuti. Un sogno per i pendolari del servizio ferroviario ma anche, secondo gli esperti, una possibilità concreta grazie alla “Variante di Ponte nelle Alpi” che bypassa la stazione di Polpet. Non è un’idea astratta. Esiste un progetto elaborato dall’università di Padova che è stato presentato ieri a Pieve di Cadore dal professor Carlo Pellegrino, curatore del progetto insieme ai suoi collaboratori Giovanni Giacomello, Michele Stellin e Daniele Tamiazzo. «Il progetto della variante» ha spiegato Pellegrin, «parte dalla constatazione che oggi la linea ferroviaria in arrivo alla stazione di Ponte nelle Alpi fa un giro vizioso solo per entrare ed uscire dalla stazione. Con la rettifica del tracciato, che prevede di bypassare la stazione di Polpet salendo in linea retta verso il Cadore e spostando la fermata all’altezza della stazione di servizio dell’autostrada A27, in località di Pian di Vedoia, si ridurrebbe di oltre 20 minuti il tempo di percorrenza. Logicamente, il progetto prevede l’adeguamento di tutti i servizi oggi collegati alla stazione di Ponte nelle Alpi».

Il seminario, organizzato da Gabriele Pupolin, presidente del Collegio Ingegneri Ferroviari Italiani di Venezia, e da Tomaso Pettazzi di Belluno, ha visto la partecipazione in Magnifica Comunità di numerosi tecnici ferroviari, ambientali e amministratori provinciali. Presentato anche un secondo progetto, molto bello ma di maggior difficoltà realizzativa, curato dai professori Marco Pasetto, Giovanni Giacomello e Patrizio Pasqualetto, sempre dell’università di Padova. È relativo ad un “Nuovo tracciato della linea Calalzo – Auronzo di Cadore – Cortina”.

I lavori del seminario sono stati aperti dal presidente della Magnifica Comunità Renzo Bortolot, che ha chiarito subito i termini del confronto: per l’alta provincia di Belluno la ferrovia è una struttura necessaria, senza la quale non è possibile pensare ad una ripresa economica e turistica. «Non siamo contenti di com’è adesso e di come funziona». Una posizione critica condivisa dall’ingegnere Populin, organizzatore dell’incontro: «È necessario che la linea abbia due funzioni: assolvere il compito di pendolarismo veloce e servire l’economia legata al turismo».

Le soluzioni proposte rispettano questa esigenza, con una differenza: quella della “Variante di Ponte nelle Alpi” potrebbe essere realizzata in tempi medio –lunghi, il progetto del prolungamento della linea da Calalzo ad Auronzo ed a Cortina, richiederà dei tempi più dilatati perché il costo della sua realizzazione è stato ipotizzato in 508 milioni di euro. Il tracciato, infatti, sarebbe completamente nuovo: da Calalzo la linea proseguirebbe per Domegge, Lozzo, Cimagogna, Auronzo, Santa Caterina, centro paese, Taiarezze, Reane e Somadida. Da questa stazione partirebbe un tunnel lungo cinque chilometri che, attraverso la montagna, collegherebbe la zona di San Marco con Chiapuzza nel Comune di San Vito. Da questa località il treno proseguirebbe verso Cortina. Nel corso del seminario sono stati presentati anche gli studi geologici sul tracciato e le norme da seguire per l’inserimento nel paesaggio. In chiusura dei lavori c’è stato l’intervento del direttore Confindustria Belluno, Marco Melchiori, che ha ricordato come la sua associazione chieda dal 2011 un tavolo di lavoro sul problema dei trasporti in provincia, ma sinora senza risultato.

Banana bread al cioccolato

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi