Rapinò una centenaria con il machete

Condannato a tre anni il colombiano che faceva parte di una giovane banda che prendeva di mira gli anziani soli e indifesi

QUERO VAS. «Stai calma che questo è un machete». Parole che Victor Hugo Aguirre avrebbe sussurrato a un’anziana di Vas, che ora ha 103 anni, mentre la stava rapinando insieme a dei complici. Il 26enne colombiano domiciliato a Segusino è stato condannato a tre anni per rapina aggravata in rito abbreviato. L’uomo, che faceva parte della banda di giovani che nella primavera del 2012 fa aveva terrorizzato alcuni anziani del Feltrino, è comparso venerdì mattina davanti al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Belluno, Vincenzo Sgubbi, accompagnato dal suo avvocato Guido Galletti del Foro di Treviso. La richiesta iniziale del pubblico ministero Marco Faion era di quattro anni e mezzo ma è scattata la riduzione di un terzo per via del rito alternativo.

Il capobanda era il brasiliano Fhelype Cebin, che è anche stato il primo a essere arrestato dai carabinieri della Compagnia di Feltre e ha patteggiato tre anni e quattro mesi con l’allora gup Aldo Giancotti, dopo che il suo difensore Mariangela Sommacal aveva concordato la pena con l’allora pubblico ministero Antonio Bianco. C’erano anche un marocchino, che all’epoca dei fatti aveva 17 anni e faceva il venditore porta a porta, il che gli consentiva di monitorare il territorio, un connazionale di 13 e un albanese pure di 17 anni. Questi tre sono stati denunciati al Tribunale dei Minori di Venezia. Le rapine contestate sono tre: a Vas il 21 aprile di tre anni fa; a Pez di Cesiomaggiore il 4 maggio e a Facen di Pedavena il 5. In tutti i casi i presi di mira erano anziani soli e indifesi.

Secondo la ricostruzione, nella notte del 21 aprile Aguirre sfondò la porta in legno della cantina con un machete e salì in casa insieme a due complici. La donna stava dormendo e fu svegliata, trovandosi davanti tre ragazzi mascherati. Uno di questi la minacciò con la lama, costringendola a dargli tutto quello che aveva: 50 euro in contanti, gli orecchini che aveva alle orecchie, altri monili, una telefonino di una marca scandinava, una cornice digitale e un televisore a schermo piatto. Per evitare che la donna desse velocemente l’allarme, i tre si preoccuparono di tagliare il filo del cordless, portando via il telefono e gettandolo in un prato.

Solo dopo qualche minuto, l’anziana riuscì a chiedere aiuto e i carabinieri feltrini si misero alla ricerca dei ladri, partendo dalle immagini della videosorveglianza. Le indagini hanno portato anche al colombiano, che è stato condannato a tre anni di reclusione.

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