Rubato a Pieve “Il violinista Paganini”

L’opera dello scultore Romano Tabacchi era custodita nel laboratorio del forte Batteria Castello di monte Ricco

PIEVE DI CADORE. Ladri in azione ad alta quota. Nel laboratorio d’arte che fu di Romano Tabacchi, situato nell’androne del forte Batteria Castello, sul monte Ricco, è stato rubata la scultura in ferro de “Il violinista Paganini”, che lo scultore nel suo testamento aveva lasciato al Comune di Pieve. In quel forte Tabacchi aveva vissuto oltre 15 anni: senza il suo lavoro, probabilmente oggi sarebbe ridotto a un rudere.

Anche il sindaco Maria Antonia Ciotti è rimasta molto turbata da questo furto. «Non so cosa dire, un’azione riprovevole, che fa male al cuore, se pensiamo a quanto Romano ha amato il forte e il Cadore. Ipotesi se ne possono fare tante, ma sarebbe ingiusto fare nomi. Penso, però, che i Carabinieri abbiano già qualche elemento da valutare».

Non è stato un furto facile e nemmeno casuale: chi poteva sapere del “Violinista”? «Il forte di Batteria Castello», racconta Lilli, la sorella dello scultore, «dopo la morte di mio fratello Romano, lo scorso dicembre, era stato chiuso con dei lucchetti dall’Ufficio Tecnico del Comune, proprietario della struttura. Come famiglia sapevamo che per portare via gli oggetti lasciati da Romano, avremmo dovuto ritirare la chiave in Comune. Nell’ex laboratorio c’erano, oltre a degli oggetti suoi personali, anche delle opere che mio fratello aveva lasciato come eredità alla comunità».

Nell’elenco di queste opere c’era anche la scultura, alta circa 150 centimetri in ferro, conosciuta come “Il violinista Paganini”: «Venerdì siamo stati avvisati che il cancello e la porta di Batteria Castello erano aperti. Sono salita per controllare e ho avuto l’amara sorpresa: mancava la grande statua in ferro. Ho avvisato il sindaco Ciotti e i carabinieri. Sabato mattina, insieme a Renato Tabacchi siamo tornati per chiudere le porte e il cancello».

«Sì, è vero», spiega Renato Tabacchi, «Romano prima di morire aveva espresso il desiderio che le sue opere più importanti, come aa statua scomparsa, i totem di legno e altre opere significative, andassero nelle scuole e in special modo in quelle elementari e dell’infanzia, dove l’arte vera ha ancora un significato. Queste opere, quindi, non appartengono più alla famiglia, ma alla Comunità».

«Certo che chi ha commesso il furto», aggiunge la sorella Lilli, »era attrezzato e con un mezzo di trasporto importante, perché la statua è molto pesante.Tra l’altro, il furto sembra fatto su commissione. Sembra che abbiano preparato altre opere per portarle via. Mi auguro che adesso si possa ritrovare la statua rubata e trovare i ladri».

Tra le curiosità, il 9 maggio, quando don Luigi Ciotti venne in Cadore per fondare il presidio di Libera, fece visita alla bottega d’arte dov’era vissuto Romano Tabacchi.

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