Seggiovia di Frassenè il Comune pensa a rimetterla in moto

Voltago. Il sindaco è pronto ad acquistare l’impianto «Bastano 100 mila euro. Investiremo, se ci sarà un gestore»

VOLTAGO. In cambio di garanzie ben precise il Comune di Voltago è pronto ad acquistare la seggiovia Frassené-Malga Losch.

È la notizia uscita venerdì scorso durante la riunione organizzata dal Comitato degli usi civici di Frassené per discutere sul futuro della malga.

Il sindaco del paese, Bruno Zanvit, conferma. «Il nostro ragionamento è questo», dice Zanvit, «la seggiovia (non funzionante ormai da parecchi anni, ndr) è di proprietà di Renato Martignago. Noi come Comune siamo disposti ad acquistarla e a farla funzionare. Potremmo farlo con i fondi per i comuni di confine. Per comprarla serviranno 40-50 mila euro e altrettanti per rimetterla in moto. Lo faremo, però, solo se ci sarà un interessamento per la gestione e se colui che intende gestirla ci darà garanzie scritte sul fatto che la farà andare per almeno cinque anni e che, eventualmente, si accollerà gli oneri per lo smaltimento». «Noi», aggiunge il sindaco, «non vogliamo avere a che fare né con la gestione, né con lo smaltimento».

Il tema della seggiovia era sorto nel più ampio dibattito (al quale hanno preso parte circa 30 persone) riguardante malga Losch. Il presidente del Comitato degli usi civici di Frassené, Carlo Della Lucia, ha avanzato una proposta che prevede oltre alla ristrutturazione della malga anche una sua riqualificazione affinché la gestione diventi più remunerativa e il territorio abbia una possibilità ulteriore di sviluppo agro- turistico.

«La riqualificazione», spiega Della Lucia «prevede che la malga venga incrementata con la lavorazione del latte per consentire la produzione di prodotti, con camere per alloggiare turisti anche in complementarietà con il vicino Rifugio Scarpa-Gurekian che ha una capacita limitata. Deve inoltre esserci la possibilità di avviare un'attività agro-turistica e di un ricovero invernale».

A Della Lucia sono state presentate delle obiezioni legate alla difficoltà di trovare un eventuale gestore e di reperire le risorse finanziarie per realizzare il tutto.

«È evidente», ha detto Della Lucia, «che allo stato attuale non ci sono numeri per garantire il funzionamento di una simile struttura, ma è altrettanto evidente che se non si creano opportunità i numeri da soli non possono aumentare».

«Bisognerebbe anche spiegare agli amministratori agordini», ha aggiunto, «che gli unici impianti a fune della Conca Agordina, da Sagron a Listolade, vale a dire la seggiovia di Frassené–Malga Losch e le sciovie di Forcella Aurine–Col Gardelon hanno in un certo qual senso una valenza di impianti turistico sportivi comprensoriali, come lo è la piscina. Sarà quindi necessario anche un intervento amministrativo comprensoriale sulla possibilità di far funzionare la seggiovia, sulla creazione e fruibilità di percorsi pedonali e di mountain-bike con tracciati che possono abbracciare le malghe limitrofe, dalla Malga Agner alla Malga Cavalera, e la cui carenza è stata in definitiva una delle ragioni del fallimento della “nuova seggiovia Frassené–Malga Losch”.

Gianni Santomaso

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