Artigiani: «Molta strada per il rilancio»

Il presidente nazionale Meletti ha partecipato alla cerimonia di «Arte & lavoro» per i 60 anni dell’associazione di categoria

BELLUNO. Meno fisco, meno burocrazia, più credito, minor costo del lavoro. «Sono queste le quattro leve sulle quali agire per rimettere in moto il sistema produttivo». Parola del presidente nazionale di Confartigianato imprese Giorgio Merletti, ospite al teatro comunale dell'undicesima edizione del premio “Arte & lavoro”, momento per celebrare le piccole e medie imprese della provincia.

«La Legge di stabilità ha aperto la strada sul fronte della diminuzione del carico fiscale sulle piccole imprese. Ma adesso questa strada va percorsa fino in fondo», ha detto Merletti. «Non abbassiamo la guardia perché c’è ancora molto da fare per rilanciare la nostra economia e rivitalizzare i consumi».

Fra le priorità individuate dal presidente nazionale ci sono: ridurre la pressione fiscale, abolire Imu e Tasi sugli immobili produttivi «che non possono essere considerati alla stregua di beni di lusso o di seconde case», attuare la parte di Delega fiscale «che è rimasta lettera morta e che darebbe alle imprese soggette ad Irpef la possibilità di tassare ad aliquota proporzionale Ires gli utili non prelevati perché reinvestiti in azienda (la nuova “Iri”) e darebbe la possibilità ai soggetti in contabilità semplificata di pagare le tasse solo dopo l’incasso delle fatture».

È poi necessario semplificare la burocrazia, diminuire il costo dell’energia sulle piccole imprese «che oggi pagano il 30% in più rispetto alla media europea», affrontare il problema del credito «potenziando gli strumenti di garanzia a sostegno delle piccole imprese e pagando i debiti accumulati dagli enti pubblici verso gli imprenditori». Le piccole e medie imprese artigiane, del resto, costituiscono «il tessuto fondante dell'economia italiana e della nostra provincia», ha detto Maria Teresa Busatta introducendo la serata. «Queste imprese sono sempre al fianco della comunità perché offrono i servizi di cui tutti noi abbiamo bisogno. Oggi gli artigiani stanno uscendo dalla crisi, hanno stretto i denti per farlo ma alle istituzioni (presenti numerose in sala, con rappresentanti del Comune, della Regione, del Parlamento, ndr) chiediamo un sistema che supporti l'impresa». Ma anche alle aziende è richiesto un cambiamento, ha puntualizzato il presidente bellunese Giacomo Deon: «Nel nuovo mercato dobbiamo essere capaci di esprimere, con i nostri prodotti e servizi, un valore sociale. Valore che si esprime nella personalizzazione, nel gusto del particolare, nel fatto a mano, nelle piccole quantità, nell'irregolarità di una produzione non in serie». Un accenno anche all'autonomia: bisogna stare uniti per praticarla.

«È importante sentirci bellunesi, coltivare le nostre tradizioni, tutelare la nostra identità, la nostra cultura, ma allo stesso tempo dobbiamo intrecciare relazioni», ha aggiunto, evidenziando la necessità di uno Stato che sia più vicino alle imprese.

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