Pesticidi nell’agricoltura malattie per i coltivatori

PEDAVENA. Sala Silvio Guarnieri gremita per la serata della campagna “liberi dai veleni”, a cura del gruppo d'acquisto La madia feltrina e dell'associazione Terra Bellunese e con l'adesione ufficiale...

PEDAVENA. Sala Silvio Guarnieri gremita per la serata della campagna “liberi dai veleni”, a cura del gruppo d'acquisto La madia feltrina e dell'associazione Terra Bellunese e con l'adesione ufficiale di numerosi associazioni e gruppi collocati in tutta la provincia.

A Pedavena è stato proiettato un documentario sugli effetti dell'agricoltura industriale sia in Trentino che nelle zone del prosecco. Alessandro Scapin, presidente della “Madia feltrina”, ha quindi letto la petizione proposta ai cittadini per richiedere alle autorità locali e provinciali la dovuta attenzione sul problema dell'abuso di sostanze altamente tossiche in agricoltura e sulla manipolazione profonda dei territori soggetti ad impianti di nuove colture intensive; questi ultimi vanno infatti preservati nel loro delicato equilibrio idrogeologico.

Dopo una breve introduzione sugli intenti dell'attività dell'associazione Terra bellunese, Giovanni Beghini, presidente dell'Isde di Verona – medici per l'ambiente –, ha parlato di varie ricerche scientifiche e soprattutto di un importante studio statunitense, condotto su vasta scala, che ha preso come campione circa 90.000 agricoltori e le loro famiglie, i quali sono stati sottoposti ad indagini accurate per parecchi anni. I risultati di queste indagini sono inequivocabili e molto preoccupanti perché evidenziano senza dubbio una relazione tra malattie degenerative neurologiche, malformazioni nei feti, patologie soprattutto infantili, infertilità, tumori e l'esposizione ai pesticidi.

«Non si può più far finta che il problema non esista», ha affermato Beghini, «ma bisogna prenderne atto studiando nei comuni del Bellunese le misure più adeguate per rendere l'agricoltura non impattante sul territorio ed in linea con i parametri di sicurezza, anche in base al principio di precauzione, per la salute di popolazione ed operatori del settore agricolo».

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