Botta e risposta tra “ABC” e Bottacin

Il comitato: «Ci ha convocato a Venezia senza preavviso». L’assessore: «È un problema importante»

BELLUNO. Acqua bene comune attacca, Bottacin risponde. Tutto nasce dall'incontro con l'assessore regionale chiesto dagli attivisti via mail sabato, il giorno prima della manifestazione organizzata sul Visentin per gridare “Adesso basta centrali”. La segreteria di Bottacin ha risposto, convocando Acqua bene comune per questa mattina alle 10 e indicando la disponibilità a incontrare il referente del Comitato, solo lui, «per questioni di ordine organizzativo, logistico e di sicurezza», fa sapere ABC. Per la quale la risposta «ha il sapore di una nuova provocazione e la non volontà di stabilire un confronto costruttivo. Ci sembra l’ennesimo tentativo di offrire una discutibile disponibilità che non tenga conto delle possibilità di entrambe le parti. Il Comitato non è composto da professionisti della politica e quindi da persone autorizzate ad assentarsi dal proprio luogo di lavoro o addirittura pagate per svolgere l'attività di promozione del bene comune. Per ognuno di noi risulta quindi impossibile essere presenti domani mattina (oggi, ndr) alle 10 a Venezia, dato l'insufficiente preavviso».

Inoltre «il Comitato non agisce delegando la responsabilità ad una sola persona, ma è costituito da un'assemblea che ha il diritto di partecipare all’incontro per esporre i propri dubbi e comprendere quanto stia avvenendo in Regione. Pertanto è inaccettabile che l’incontro coinvolga il solo nostro presidente e l’assessore, ma siamo disposti a costituire una delegazione in rappresentanza delle diverse anime che formano il Comitato».

«Non avendo noi gli evidenti problemi di spazio che la Regione sembra soffrire», conclude Acqua bene comune, «invitiamo gentilmente l’assessore a raggiungerci in montagna. Siamo sicuri che non avrà nessun problema a venire incontro a queste semplici e razionali richieste, a meno che non voglia continuare a provocarci o far polemica sui giornali invece che bloccare l'iper-sfruttamento idroelettrico ormai insostenibile».

«Io gli incontri li faccio solo nelle sedi istituzionali, perché ho deleghe delicate e pretendo che gli incontri siano ufficiali. Su questo non transigo», risponde Bottacin. «Purtroppo nel mio ufficio ci sono tre sedie, non posso ricevere cinquanta persone, ma se vogliono venire in due o tre non c'è problema. Tutti i comitati che ho incontrato finora hanno fatto così. Però, prima dovrebbero rispondere alla mail che è stata inviata loro, per comunicare la loro impossibilità a partecipare all'incontro. Se avessero risposto, avremmo concordato un'altra data».

Per Acqua bene comune il preavviso era troppo limitato, ma «la richiesta via mail è arrivata sabato pomeriggio. Trattandosi di un problema importante, ho dato la mia disponibilità, convocando un incontro in fretta e in una giornata già ricca di impegni. Se non possono venire spiace, ma mi sembra pretestuoso».

Per Bottacin quella di Acqua bene comune è una strumentalizzazione: «L'origine di tutti i problemi sono gli incentivi statali. Perché non viene attaccato il Governo?».

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