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Via libera al trasferimento della farmacia di Villa

Arriva il si del Comune all'operazione che ha sollevato tante polemiche

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MEL. Si del Comune al trasferimento della farmacia. Manca una sola settimana alla chiusura della farmacia “Al Castello” delle sorelle De Bona, che hanno venduto l'esercizio ai farmacisti Adriano Zampol e Domingo Arrigoni. I lavori nella nuova sede in località Fontanella appaiono già in stato avanzato, nonostante le forti polemiche contro lo spostamento espresse da alcuni cittadini di Villa di Villa, tra cui i principali commercianti del paese che vorrebbero fosse mantenuto il presidio nel centro della frazione zumellese.

Una lunga disamina delle motivazioni tecniche di tale posizione era stata inviata da uno studio legale locale all'amministrazione comunale, che ha preso tempo finora per analizzare i punti esposti. Nel frattempo altri residenti di Villa hanno, invece, espresso il loro parere favorevole alla nuova ubicazione della farmacia in una lettera aperta al Comune, sottolineando i vantaggi di una sede più grande e soprattutto più comoda anche per gli abitanti delle frazioni limitrofe.

Dopo un approfondito confronto con l’Usl, la Regione e il proprio legale di fiducia, finalmente arriva la risposta definitiva del Comune. «Di fronte a un tema così delicato e di intrecciati interessi pubblici e privati, diventa importante assumere una posizione non impropria e conforme alle regole procedurali, anche per evitare il rischio di esporre il Comune ad azioni ed opposizioni conseguenti», spiega il sindaco Stefano Cesa. «Considerando la complessità del contesto in cui la legislazione farmaceutica viene applicata, vogliamo sottolineare alcuni aspetti per consentire ai cittadini una libera valutazione obiettiva dell’intera vicenda».

«Gli esperti del settore che abbiamo consultato ci hanno confermato che non spetta al Comune né l’assunzione dell’atto terminale di autorizzazione al trasferimento della farmacia, né alcuna espressione obbligatoria di pareri, apporti o altre forme consultive di natura vincolante per l’azienda sanitaria: è l’Usl l’unico soggetto titolato a valutare l’istanza di trasferimento attenendosi ai parametri previsti dalla legge. Spettano, invece, all'ente locale le attività inerenti la programmazione del servizio farmaceutico, come gli ambiti territoriali che, per numero di abitanti, fanno parte di una precisa sede farmaceutica», continua Cesa: in altre parole, ad un certo numero di abitanti deve corrispondere una farmacia. «Nel nostro caso, si tratta dello spostamento dell’esistente farmacia all’interno dello stesso territorio già individuato dalla zonizzazione precedente: pertanto, tale trasferimento non è considerato attività di programmazione, ma pura determinazione amministrativa conseguente alla verifica di precisi canoni prescritti dalla legge».

Cesa si esprime anche in merito ai due punti più discussi manifestati dal “comitato del no”: l’uno inerente l’identità urbanistico-edilizia dei locali interessati dal richiesto trasferimento e l’altro concernente la prossimità dell’edificio ad un elettrodotto. «Questi aspetti riguardano le competenze comunali. Per la prima questione, la strumentazione urbanistica del Comune assegna all’edificio una destinazione commerciale già dalla Legge Regionale 11 del 1987. Sulla questione relativa all’inquinamento elettromagnetico, la disamina accurata della normativa non consente di intravedere alcun intervento interdittivo da parte nostra», ha concluso Cesa. La farmacia, dunque, aprirà subito dopo le feste, sempre che non ci siano colpi di scena da parte dell'Usl.

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