«Imposte più basse a Zoldo Alto grazie alla fusione dei Comuni»

De Pellegrin: le aliquote, attualmente diverse tra i due paesi, verranno allineate al ribasso «Con le maggiori entrate si potrà valutare un calo delle tariffe esteso a tutta la valle»

ZOLDO ALTO. Imposte più leggere a Zoldo Alto con la fusione dei Comuni. Ad annunciarlo è il sindaco di Forno, Camillo De Pellegrin.

«I due Comuni», sottolinea De Pellegrin, schierato come il collega Roberto Molin Pradel per il “sì” alla fusione, «attualmente hanno aliquote diverse e Zoldo Alto le ha più alte rispetto a Forno di Zoldo».

«Per il 2016, a seguito della legge finanziaria, non si possono aumentare le aliquote rispetto al 2015. Pertanto, fatta salva la possibilità di tenere distinte le aliquote (Tasi-Imu) fra i due comuni, unicamente nella fase iniziale, il blocco per legge delle aliquote e le entrate certe dalla fusione (quasi 900 mila euro nel primo anno e quasi 500 mila euro dal secondo al decimo anno) determineranno l’allineamento delle tariffe al ribasso con conseguente maggior beneficio per il comune di Zoldo Alto che ha aliquote alquanto più alte di Forno. A Zoldo Alto c’è anche l’addizionale Irpef che verrà tolta dopo la fusione. Allo stesso tempo però, dalle maggiori entrate, si potrà valutare un calo delle tariffe esteso a tutta la valle e sempre con le maggiori entrate si potranno effettuare importanti interventi che senza la fusione verrebbero meno. Un esempio per tutti l’ampliamento della casa di riposo che peraltro serve tutta la valle di zoldo. Naturalmente senza fusione dei due comuni, ogni comune manterrà le proprie aliquote».

E il toto scommesse sul risultato del referendum del 17 gennaio sulla fusione?

«Sono molto fiducioso», confessa il sindaco Camillo De Pellegrin, «e del resto se non siamo noi in Zoldo a difendere la nostra autonomia come possiamo pensare che lo facciamo gli altri? Fra l’altro noi abbiamo fatto presente che le scelte del legislatore e la continua evoluzione del quadro normativo ci impongono una decisione netta. Ovvero la fusione oppure saremo obbligati, dal 2016, a conferire la maggior parte delle funzioni all’Unione montana (gestione del territorio, ufficio tecnico, tributi, settore sociale, polizia locale). Non manteniamo così la nostra autonomia nella gestione del territorio. Altro aspetto da non sottovalutare è quello economico».

E la gente? Del referendum si discute in tutti i locali pubblici e non. L’ambiente si è fatto caldo (non solo dal punto di vista meteorologico) e si parla a non finire, si sentono le più varie e disparate opinioni.

Il tasto del campanilismo affiora da ogni discussione. Specie a Zoldo Alto, che ha “numeri” minori, si teme di essere “sopraffatti” da Forno di Zoldo. C’è chi dice che si hanno due doppioni di edifici pubblici. Ma sono tanti, però, che accettano la fusione perché ormai è arrivato il momento di riunire la valle come c’era una volta.

Mario Agostini

Frullato di fragole, carote e semi oleosi

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi