Sabato il ricordo dei martiri del 45

Tambre. L’Anpi smentisce chi l’accusa di aver danneggiato la lapide in Cansiglio

TAMBRE. Sabato Tambre ricorda i suoi martiri partigiani. E l’Anpi lo fa prendendo le distanze dall’accusa di aver manomesso la lapide al Bus de la lum, in Cansiglio. La cerimonia per ricordare la deportazione di 33 giovani che 71 anni fa hanno perso la vita in un forno crematorio è organizzata dal comune di Tambre, ma la collaborazione dell’Anpi è incisiva. «Voglio chiarire», afferma Marco Portoluzzi, il coordinatore, «che sono prive di fondamento le accuse che ci hanno rivolto di aver danneggiato la lapide dei caduti al Bus de la lum perché avremmo voluto vendicarci della provocazione subita a settembre, al monumento della resistenza in Cansiglio. La vendetta non fa parte della nostra cultura».

Il sindaco Facchin deporrà una corona d’alloro al monumento dei caduti di Borsoi. Sindaco e banda saliranno poi in Cansiglio per un’analoga cerimonia al monumento della Resistenza sulla piana. Alle 10.15 la messa nella chiesa di Tambre, quindi il corteo fino al centro sociale, dove il sindaco e Bortoluzzi per l’Anpi faranno la commemorazione dei 33 partigiani barbaramente uccisi a Mathausen. «Nella notte tra il 10 e l'11 gennaio 1945», ricorda Bortoluzzi, «i tedeschi rastrellarono tutti gli uomini di Tambre sopra i 17 anni. Erano 41. Otto di loro fuggirono grazie a un attentato lungo la linea ferroviaria dell'Alpago. Gli altri furono deportati chi a Mathausen chi Gusen. Solo tre tornarono a casa. I caduti sono: Olivo Bona (1926), Elio Bona (1914), Romano Bona (1923), Albino Bortoluzzi (1922), Arcangelo Bortoluzzi (1921), Fioravante Bortoluzzi (1925), Giovanni Bortoluzzi (1918), Urbano Bortoluzzi (1917), Anselmo Costa (1922), Beniamino Costa (1912), Emilio Costa (1920), Emmo Costa (1925), Primo Costa (1924), Bruno Gandin (1924), Gino Dal Borgo (1922), Andrea De March (1924), Raimondo De March (1926), Luigi Donadon (1926), Ovilio Donadon (1921), Marcello Facchin (1916), Arduino Fiori (1926), Romano Lavina (1925), Fortunato Pianon (1923), Pianon Rino (1926), Giovanni Piazza (1922), Mario Sonego (1925), Silvio Mansueto Stiletto (1925), Bruno Zampieri (1921), Narciso Zampieri (1920), Osvaldo Zoppé (1925).

A tornare furono Riccardo Prian (1922), Eliseo Piazza (1903) e Remigio Stiletto (1914), morto due anni fa. Per evitare provocazioni, l’Anpi ha detto ai propri volontari di vigilare i monumenti di Borsoi, Tambre e Cansiglio. Allertate anche le forze dell’ordine.

Francesco Dal Mas

Video del giorno

Torino, i cinghiali in città rovesciano i cassonetti in cerca di cibo

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi