«Siamo pronti a chiedere lo stato di emergenza»

BELLUNO. «Ci stiamo muovendo per preparare gli atti necessari affinché la Regione possa dichiarare, se e quando si presenteranno le condizioni di allarme, lo stato di emergenza. Peferisco strapparmi...

BELLUNO. «Ci stiamo muovendo per preparare gli atti necessari affinché la Regione possa dichiarare, se e quando si presenteranno le condizioni di allarme, lo stato di emergenza. Peferisco strapparmi le vesti prima che capiti il problema, che dopo». A dirlo è Fabio Bristot in qualità di incaricato provinciale per la protezione civile che, fin dall’inizio dell’allarme, sta seguendo la delicata questione idrica.

Entro la settimana, intanto, Bim Gsp dovrà presentare il quadro delle criticità, comune per comune.

«Prevedendo che la situazione possa aggravarsi, se non dovesse piovere o nevicare nei prossimi giorni, come Provincia ci stiamo muovendo in base alle nostre competenze, che sono perlopiù in campo di protezione civile. Dobbiamo prendere in considerazione anche un altro aspetto relativo alla carenza di acqua: i risvolti sugli allevamenti, soprattutto quelli di mucche da latte», dice Bristot. «Per questo gli uffici provinciali hanno avviato la mappatura delle stalle, con indicazione anche dello stato delle strade per raggiungerle: avere più elementi possibili ci permetterà, se necessario, di arrivare con i mezzi adeguati sul posto per aiutare gli animali».

«Sappiamo», prosegue il referente di palazzo Piloni, «che una mucca da latte beve circa 200 litri di acqua al giorno. Conoscere dove sono collocate le stalle e quante sono ci consentirà di poter intervenire e soddisfare i fabbisogni primari di questi animali».

Bristot tiene a precisare che «la carenza idrica è ad oggi a macchia di leopardo: l’acquedotto di val Clusa, ad esempio, ha risentito poco della siccità, così come quello di val Canzoi, mentre ci sono altre zone dove i disagi sono maggiori, pensiamo a Cencenighe, a Pieve di Cadore o a Ponte nelle Alpi».

L’èemergenza idrica attuale è causata da numerosi fattori: «L’inverno 2014-2015 a causato scarso accumulo di neve rispetto all’anno precedente, poi l’estate siccitosa e ora un inverno altrettanto carente di pioggia e neve. Tutto questo ha creato la situazione grave in cui siamo. A questo punto dovrà essere il consiglio di bacino a decidere come intervenire per scongiurare eventuali emergenze. Io sono dell’idea che è meglio darsi da fare prima, che dopo, quando ormai il dado è tratto. Anche perché ci stiamo avviando verso un punto critico. Sarà fondamentale l’apporto di tutti».

Bristot lancia un appello ai cittadini. «Nel nostro quotidiano possiamo contenere i consumi usando l’acqua solo per scopi necessari: alimentari e per l’igiene personale, ma anche qui senza sprecare. Evitiamo di lavare macchine o altro, come si vede ancora fare in giro, purtroppo».

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