Animalisti nei boschi caccia alla volpe sospesa

Mel. Lorenzo Bortoluzzi e altri esponenti delle associazioni hanno “disturbato” l’attività delle doppiette nel territorio di Mel. Oggi si replica sempre nelle frazioni

MEL. Uniti per salvare le volpi di Mel: i cacciatori hanno sospeso la battuta di caccia alla volpe, dopo gli annunci degli animalisti. E ieri mattina, alle 5,30 la civile azione di disturbo di un gruppo di attivisti legati alla Lav, al Movimento Antispecista Bellunese e all'Oipa contro la caccia alla volpe, ha avuto luogo in piena regola.

«Il controllo delle zone di caccia sta proseguendo, i cacciatori girano a vuoto per Mel, le volpi sono salve» scrive sulla sua pagina Facebook, all'alba Lorenzo Bortoluzzi, portavoce della protesta. La “passeggiata” per salvare gli animali dai colpi dei cacciatori è continuata da Farra, a Gus, passando per Pellegai, Zelant, Caosa e Rimonta fino alla notizia tanto attesa. Alle 12 il comunicato da parte di Federcaccia: la caccia alla volpe è stata sospesa per l'intera giornata. L'azione di protesta non si ferma, stamattina gli attivisti si ritroveranno di nuovo alle 6 per dirigersi verso le zone battute dai cacciatori per dissuaderli dal loro “hobby”.

«Siamo convinti che quella della rabbia sia solo una scusa, altrimenti in loco ci sarebbe una massiccia presenza di guardie forestali, veterinari e professionisti» spiega Bortoluzzi, «in realtà la caccia alla volpe è solo un hobby di fine stagione, e denota una gestione sbagliata del territorio anche da parte degli stessi cacciatori». «Ci battiamo non solo per difendere gli animali, ma anche perché vogliamo che sia rivista l'intera gestione della fauna e del territorio e per sfatare alcune false credenze degli appassionati di caccia».

In effetti gli animalisti bellunesi si sono documentati prima di muoversi. «Ci hanno raccontato che i cacciatori abbattono prevalentemente animali vecchi e malati, ma non è così» spiega Bortoluzzi, che ha pubblicato su Facebook anche una foto della bacheca della riserva di caccia di Mel aggiornata allo scorso 7 gennaio; «domenica hanno ammazzato due piccoli di capriolo nati a maggio, aveva appena nevicato quindi sono stati uccisi mentre erano maggiormente in difficoltà: nella lista soprattutto cuccioli di pochi mesi».

Per questo motivo, al di là della caccia alla volpe che potrebbe venire sospesa anche domani, le passeggiate di disturbo verranno portate avanti anche sulla caccia tradizionale per tutta la stagione. «È una protesta assolutamente tranquilla» tiene a sottolineare Bortoluzzi, «c'è il massimo rispetto tra le due parti: è stato solo uno scrutarsi da lontano finché i cacciatori hanno appurato, in modo ragionevole, che la presenza nel bosco sarebbe stata caotica e hanno sospeso la battuta e questo per noi è stato un risultato molto positivo». «Ma non ci basta che la caccia sia sospesa per un giorno, per questo continueremo a muoverci» conclude Bortoluzzi.

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