Italia Nostra, mobilitazione contro le centraline

Uno striscione dell’associazione esposto a Lambioi. Reolon: questo progetto presentato in modo non corretto

BELLUNO. Informazione e sensibilizzazione, per riuscire a bloccare lo scempio lungo il Piave e i torrenti bellunesi. Uno striscione contro le centraline è stato appeso alla cancellata del parcheggio di Lambioi, per iniziativa di Italia Nostra, e con il concorso di numerose altre associazioni: Comitato scalette di Lambioi, Comitato Borgo Piave, Amici della Bicicletta, Acqua Bene Comune, Associazione Tina Merlin. Resterà appeso lì fino al 10 marzo per ricordare che «adesso basta centrali e basta l’ipersfruttamento idroelettrico».

Giovanna Ceiner, presidente della sezione bellunese di Italia Nostra, spiega: «Lo striscione fa seguito ad altre nostre iniziative, come la petizione on line tuttora attiva, che abbiamo intrapreso per bloccare i danni irreversibili che vengono provocati ai corsi d’acqua».

Lorenzo Bogo, di Acqua Bene Comune, ha puntato il dito contro l’azienda altoatesina che vorrebbe realizzare la centralina a Lambioi, e che ha appena negato per la seconda volta l’accesso al progetto di Limana. E nello stesso tempo Bogo ha ricordato che la Regione «continua a vendere fumo. Tutto quello che ha detto di voler fare sulle centraline è perchè glielo impone l’Europa. È significativo che attorno alla protesta contro le centraline si stiano unendo associazioni completamente diverse tra loro, Italia Nostra accanto ad Acqua bene Comune». E poi rivolto ai due esponenti del Pd presenti, Sergio Reolon e Quinto Piol, ha chiesto il loro intervento al governo contro gli incentivi che sono il primo motivo per cui fioriscono ovunque le centraline.

«Gli incentivi sono stati ridotti - ha spiegato Reolon - ma sono comunque ancora troppo alti. Comunque la titolarità del demanio idrico è della Regione mentre le funzioni della gestione sono della Provincia. Quindi se la Regione vuole intervenire lo può fare».

La centralina che gli altoatesini vogliono fare a Lambioi, ha avuto una procedura non corretta, spiega ancora Reolon. «Il 29 agosto 2014 con la approvazione della legge 25 è decaduta l’ultima proroga regionale sulle competenze in termine di centraline ed è decaduto anche lo sportello unico Regione e Provincia. Le competenze sono dunque passate completamente alla Provincia di Belluno: nell’aprile 2015 la società ha presentato il progetto in Regione e la Regione lo ha trasmesso allo sportello unico, che non esisteva più». Quindi quel progetto ha seguito una strada sbagliata e se vogliono ripresentarlo devono farlo con le nuove regole, e in Provincia. C’è un problema, però, che arriva proprio da Belluno, dove l’ente Provincia nel dicembre scorso ha previsto l’avvio della presa in carico delle competenze sui progetti delle centraline, ma a partire dal primo gennaio 2016. Questo, spiega Reolon, potrebbe legittimare tutto il precedente.

Presente alla manifestazione anche Silvano Serafini: «Sono andato al genio civile a vedere il progetto» ha spiegato. «È un obbrobrio. Farà alzare il livello della ghiaia lungo l’alveo del Piave».

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

3 mesi a 1€, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Tutto calcolato, tra il superyacht e il ponte ci sono solo 12 centimetri

Porridge di avena alla pera e nocciole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi