Rifiuti, Deon rassicura: «I bilanci sono in ordine»

La Provincia risponde a Vigne sui mancati pagamenti a Dolomiti Ambiente Tempo fino a marzo per l’autorità di bacino, poi si rischia il commissariamento

BELLUNO. Quando si parla di rifiuti, tutte le strade portano al Maserot. O no? È questo l’interrogativo al quale devono rispondere i sindaci del Bellunese per i quali è sempre più urgente decidere come affrontare la gestione dei rifiuti in provincia. Ma prima ci sono due questioni fondamentali: la situazione finanziaria di Dolomiti Ambiente, la società che si occupa della gestione dei rifiuti per conto della Provincia, e la costituzione dell’autorità di bacino, in ritardo di diversi mesi rispetto alle scadenze di legge.

Argomenti dei quali si è parlato venerdì a palazzo Piloni in occasione dell’assemblea dei sindaci convocata dalla Provincia di Belluno. Dolomiti Ambiente, come ha ribadito più volte la presidente della Provincia Daniela Larese Filon, ha i conti in attivo. Ma uno dei sindaci, Ennio Vigne di Santa Giustina, ha chiesto di far luce sui conti ed in particolare sulle morosità di alcuni conferitori.

«Alcuni non sono molto regolari con i pagamenti» spiega il consigliere provinciale con delega all’Ambiente e sindaco di Sedico Stefano Deon, «ma questo non ha mai messo in difficoltà i bilanci della società. Ci sono situazioni che si trascinano dal 2006/07, diatribe tra la società e i conferitori che, come Provincia, stiamo cercando di conciliare. Faremo noi questo lavoro fino a che non si costituisce l’autorità di bacino, è necessario chiudere queste situazioni pregresse prima di poter pensare ad investimenti per il futuro». Deon respinge le ipotesi di danno erariale paventate durante l’assemblea dei sindaci e rassicura Vigne: «Gli manderemo i dati, c’è assoluta trasparenza. La priorità ora è risolvere queste situazioni per poter programmare il futuro».

Fondamentale, infatti, sarà capire come il Bellunese intenda gestire la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Durante l’assemblea i sindaci hanno tirato le somme sulla costituzione dell’autorità di bacino, un organismo collegiale che doveva essere formato, per legge, entro il 30 settembre 2014 ma che ad oggi non ha ancora visto la luce. All’appello mancano 18 Comuni e Jacopo Massaro, sindaco di Belluno e come tale capofila dell’operazione, punta ad concludere il tutto entro marzo.

«Sentirò Massaro per fare il punto della situazione» spiega l’assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin, «perché se ci dovessero essere ulteriori ritardi saremmo costretti ad intervenire per legge». L’ipotesi commissariamento, dunque, è dietro l’angolo. «La costituzione dell’autorità di bacino per i rifiuti consentirebbe di definire la politica di gestione decidendo chi fa cosa e con quali tariffe» continua Bottacin, «per questo è così importante. Mi preoccupa il fatto che da fine 2014 ad oggi, cioè nel periodo in cui avrebbe dovuto operare l’autorità di bacino, alcuni abbiano fatto scelte di gestione in autonomia. Bisognerà verificare se queste scelte sono compatibili con quelle che farà il l’autorità di bacino».

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