«Risparmi con la nuova società»

Il consigliere Deon spiega perchè Dolomiti Ambiente cambia

BELLUNO. La decisione ormai è stata presa, votata dal consiglio provinciale prima e dall'assemblea dei sindaci poi.

Dolomiti ambiente diventerà una Srl. Oggi è una Spa, partecipata da tre soggetti: Provincia, con l'84,78 per cento delle quote, Bim Gsp e AcegasAps ciascuna con il 7,61 per cento. Palazzo Piloni ha scelto la strada della trasformazione per due motivi: risparmiare sui costi di gestione e «dare una maggiore capacità organizzativa e decisionale a Dolomiti Ambiente», aveva spiegato il consigliere con delega all'ambiente e rifiuti Stefano Deon in consiglio provinciale.

I risparmi (100 mila euro l'obiettivo) deriverebbero dall'eliminazione del collegio sindacale, cui spetta il controllo contabile e che costa attorno agli 80 mila euro, ma anche dalla eliminazione dell'attuale consiglio di amministrazione, composto da cinque membri, in favore di un amministratore unico e di un direttore di impianto (avranno un costo, oggi non noto).

Non potranno essere cancellati i revisori dei conti, perché lo schema di decreto legislativo al vaglio del consiglio dei Ministri prevede che tutte le srl a partecipazione pubblica debbano avere un organo di controllo sui conti.

«L'organo di revisione infatti è previsto nel nuovo assetto di Dolomiti Ambiente», precisa Stefano Deon. «I risparmi consisteranno nel fatto che al posto di cinque persone, ne avremo solo una da pagare».

Oggi il consiglio di amministrazione costa 45 mila euro all'anno. Il presidente percepisce 24 mila euro lordi all'anno, il vice e i consiglieri 5.375 euro ciascuno (lordi/anno).

La scelta di ridurre il CdA ad un amministratore unico sarebbe stata possibile anche in un altro modo: modificando lo Statuto di Dolomiti Ambiente. Un esempio di Spa che ha un amministratore unico è quello di Bim Gsp. Perché trasformare Dolomiti Ambiente in Srl invece di fare una modifica statutaria? «Dalle valutazioni fatte ritenevamo che questa scelta fosse la più indicata per il futuro della società», prosegue Deon. «Dà maggiore garanzia di risparmio per quanto riguarda la gestione. Anche il Governo impone di ridurre i costi delle società partecipate». Completata questa operazione, bisognerà intavolare un discorso serio, fra i sindaci, sul futuro della società. Se n'è parlato un po' in assemblea dei sindaci la scorsa settimana, ma il tema «sarà affrontato in maniera compiuta non appena si costituirà il consiglio di bacino», afferma Deon.

In ballo ci sono l'utilizzo dell'impianto del Maserot, oggi usato da tutti i conferitori per l'umido ma solo da alcuni per il secco (molti conferiscono nelle discariche ancora funzionanti).

Quando quelle discariche saranno esaurite, dove finirà l'indifferenziato dei Comuni che ne usufruiscono? «Dobbiamo iniziare a pianificare la gestione dei rifiuti in provincia», conclude Deon. «Sarà un percorso lungo, e sarà compito dell'autorità di bacino avviarlo». (a.f.)

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