Maserot, il giudice riduce la cifra bloccata

Contenzioso tra Dolomiti Ambiente e il Comune di Santa Giustina sul ristoro ambientale: si passa da 160mila a 60mila euro

BELLUNO. Nuovo capovolgimento di fronte nel contenzioso tra Dolomiti Ambiente e il Comune di Santa Giustina, da mesi i guerra per il ristoro ambientale dell'impianto del Maserot.

Il giudice civile del Tribunale di Belluno, Fabio Santoro, ha sciolto la riserva riconoscendo le ragioni della società: Santa Giustina non può pretendere più di quanto Dolomiti Ambiente abbia incassato dagli enti conferitori.

Quindi il giudice ha sospeso la provvisoria esecutività dei decreti ingiuntivi, pronunciati dal collega Coppari che aveva disposto il pagamento di oltre 160 mila euro bloccando due conti correnti della società.

Sono state cioè accolte le ragioni di Dolomiti Ambiente che, riguardo al ristoro ambientale, si limita a svolgere un ruolo di mero esecutore, come in una "partita di giro".

La società dovrebbe incassare dagli enti conferitori per poi versare quanto ricevuto ai Comuni che hanno diritto al ristoro, sulla base delle percentuali stabilite dalla Provincia. La situazione è esplosa perchè buona parte dei conferitori ha smesso di versare la quota del ristoro, dopo che la legge regionale ha aperto un dubbio sull'effettivo diritto di Santa Giustina, dubbio lasciato a lungo in sospeso dalla Provincia che si è pronunciata solo su imposizione del Tar e con una soluzione salomonica capace di scontentare tutti: Santa Giustina ha diritto al ristoro, che è pari a zero.

La sentenza civile pronunciata lunedì e comunicata alle parti ieri, però, riguarda il passato e la cifra rivendicata da Santa Giustina è incontestabile se non fosse per il fatto che Dolomiti Ambiente ha incassato solo 60 mila di quei 160 mila euro dovuti (dai conferitori).

Per la precisione, si riconosce per il 2014 un debito di 38.564 euro non contestati e nell'udienza del 14 gennaio la società ha comunicato di aver incassato, relativamente al periodo contestato, 60.777 euro e spiccioli.

Il giudice, nella sentenza, ha disposto che la provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo venga limitata a questa somma, oltre agli interessi.

Ora bisogna capire come reagirà Santa Giustina, anche perchè Dolomiti Ambiente sostiene di vantare un credito dal Comune (in qualità di conferitore) di circa 80 mila euro. Dopo un periodo di chiusura assoluta, ora le parti stanno trattando per raggiungere un accordo definitivo che chiuda questa vicenda una volta per tutte.

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