On line i dati dei concessionari

La proposta del senatore Giovanni Piccoli in merito alle centraline idroelettriche

BELLUNO. «On line i dati dei concessionari, rendendo più trasparente – e quindi tracciabile - il rapporto tra concessionario di derivazione a scopi idroelettrici e territorio». È questo l’obiettivo della proposta del senatore di Forza Italia Giovanni Piccoli, per il quale serve «uscire dalla logica di contrapposizione che sta animando il dibattito sull’uso delle risorse idriche in provincia di Belluno».

La proposta è di inserire nella concessione di derivazione idroelettrica l’obbligo da parte del concessionario di fornire in tempo reale i dati di funzionamento delle centrali, come portata turbinata, potenza prodotta, portata di minimo deflusso vitale. «I dati», spiega Piccoli, che sta studiando con gli uffici del Senato il modo migliore per presentare l’iniziativa (o con una proposta di legge ad hoc o attraverso emendamento nella prima legge utile), «dovranno essere inviati a un apposito server e resi disponibili alla consultazione on line a tutti i cittadini interessati, magari attraverso una piattaforma multiutente. Si tratta di un monitoraggio che può tornare utile anche nel caso di anomalie di funzionamento degli impianti».

«Questo può essere un passo importante per uscire dalla continua contrapposizione su un tema che è cruciale per lo sviluppo sostenibile del nostro territorio: va ricordato che le più recenti conferenze sul clima spingono a investire sulla produzione di energia da fonte rinnovabile, di cui l’idroelettrico è indubbiamente una voce importante. In tale contesto, il Bellunese, proprio per la ricchezza di risorse idriche del territorio, può e deve giocare un ruolo da protagonista».

Infine, Piccoli precisa che «per portare avanti una proposta di questo tipo, occorre però evitare di creare allarmismi. La stessa Arpav pochi giorni fa ha confermato come lo stato di salute dei fiumi bellunesi sia buono. Già questo potrebbe tranquillizzare gli animi e consentirci di formulare proposte migliorative per un utilizzo davvero sostenibile della risorsa idrica», conclude Piccoli. «Anzi, chiedo all’Arpav di organizzare un incontro pubblico per illustrare quei dati recentemente apparsi sulla stampa».

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