LA CRESCITA SI SEMINA NEI FABLAB

Sono 18 i laboratori finanziati dalla Regione «Una rete a sostegno della piccola impresa»

di NICOLA BRILLO

Un ecosistema fatto di startup e laboratori digitali (fablab) sarà protagonista allo Smau. Cambiato il modo di fare impresa, la fiera padovana si conferma piattaforma di matching, dove fare incontrare e scoprire le nuove opportunità pronte per essere impiegate nel mercato. Nell’ambito di Fabbrica 4.0 si affacciano alcuni dei fablab veneti provenienti dal primo bando sulla fabbricazione digitale, progetto in cui la Regione del Veneto crede fermamente.

I 18 vincitori sono stati finanziati con 100mila euro ciascuno. Quello veneto è il primo progetto di questa entità in Italia, e verrà presto replicato anche altrove. All’evento padovano si potranno scoprire così le proposte di Affari Puliti in 3D, Fablab Padova, Fablab Castelfranco, Fablab Portogruaro, Officine Digitali Zip. «I fablab vengono allo Smau con l’obiettivo di farsi conoscere» spiega Gianluigi Cogo, funzionario regionale e project manager fablab. «I laboratori hanno lo scopo di aiutare le nostre Pmi e artigiani veneti attraverso progetti di prototipazione e innovazione digitale. Grazie a giovani specializzati, che ci lavorano all’interno, si può creare qualcosa di nuovo e differente, che in azienda è difficile da realizzare».

Il progetto per finanziare i 18 fablab, promosso dal vice presidente della Regione Gianluca Forcolin, prevede che in due anni si strutturino per funzionare autonomamente e fare affari, collaborando con le Pmi venete. Il bando si è concluso nel 2015 e tutti sono partiti. Attivi già da tempo quelli di Padova, Verona e Venezia. Quest’ultima ha recentemente stretto un accordo con la multinazionale Leroy Merlin. «Tutti i fablab, ognuno con un proprio piano industriale, hanno stretto accordi con associazioni di categoria, centri ricerca e università, ulteriori contatti si svilupperanno nel corso del 2016».

Lo Smau è anche vetrina per le startup. Ognuna di loro avrà l’opportunità di presentarsi in 90 secondi a un pubblico di imprese e pubbliche amministrazioni all’interno degli otto live show tematici. Le tematiche sono turismo e commercio, servizi, fabbrica 4.0 e smart communities. Le startup, inoltre concorrono al Premio Lamarck che quest’anno mette in palio, per le tre startup vincitrici, grazie alla collaborazione con Promex, la partecipazione gratuita alla prossima edizione di Smau Berlino in programma il 16 e 17 giugno. «Le startup sono organizzazioni alla ricerca di nuovi modelli di business agili e veloci, sono esperimenti che un’impresa manifatturiera tradizionale gestita con l’obiettivo dell’efficienza difficilmente si potrebbe permettere», commenta il fondatore del venture-incubator M31, Ruggero Frezza. Dal 2007 la struttura padovana con sedi in tutto il mondo offre con successo servizi di incubazione e capitale di rischio. «Quando una startup sceglie l’offerta giusta l’unione con l’impresa tradizionale può voler dire una tremenda accelerazione, si combina innovazione con struttura, per l’impresa tradi. zionale può essere occasione di rilancio, per chi ha fatto la startup il successo» prosegue Frezza. «Smau è una vetrina che presenta molte delle migliori startup italiane, è un’occasione per le imprese tradizionali di trovare opportunità di innovazione». Come? «Tramite partnership» conclude «accordi commerciali, ma ancor meglio tramite l’acquisizione della startup, ma questo, in Italia, è ancora molto improbabile che accada purtroppo».

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