In centinaia marciano contro il depuratore

Il corteo con le fiaccole si è snodato dal piazzale dell’ex San Marco. Il sindaco Vello: «La popolazione non vuole questo manufatto, la partita è ancora aperta»

LENTIAI. No, nessuno ci sta. I cittadini di Lentiai, ma non solo, proprio non ne vogliono sapere di avere questa piattaforma dei rifiuti a due passi da casa. Erano davvero tanti – cinquecento alla partenza secondo gli organizzatori, che alla fine ne hanno stimati quasi il doppio visto che la gente si aggiungeva strada facendo – i presenti ieri sera alla fiaccolata promossa dal comitato No depuratore, da Campagna libera dai veleni, Gruppo natura Lentiai e Acqua bene comune.

Un imponente corteo aperto da un trattore e accompagnato dalla musica che ha portato persone di tutte le età dal piazzale della ex San Marco fino alla piazza centrale del paese.

Nonostante la pioggia a tratti presente, la risposta alla fiaccolata organizzata dai vari comitati è andata oltre le aspettative.

Contenti della partecipazioni gli organizzatori. «Il tempo non bellissimo ha reso ancor più significativa la presenza», spiegano. «Avere così tante associazioni che si sono adoperate ad organizzare e un numero così elevato di persone ci ha fatto enormemente piacere, perché vuol dire che la coscienza della gente ha colto la pericolosità del progetto».

I promotori sottolineano poi che «non si conosce ancora il parere dell’assessore regionale all’ambiente Bottacin. Fino a questo momento non ha avuto il coraggio di esporsi, ma sarebbe ora di farlo visto che è un dovere che il ruolo gli impone. Senza tenere conto che è pure bellunese, cosa che rende ancor più grave il silenzio».

Secca la posizione del sindaco di Lentiai Armando Vello: «La popolazione non vuole questo manufatto e questa amministrazione che rappresenta i cittadini di Lentiai è per il no. Martedì 19 avrò un confronto a Belluno con i sindaci di tutto il comitato di bacino dove saremo chiamati a votare la questione. Poi parteciperò a un tavolo dove ci sarà la presenza anche di Lattebusche e Cipa (il consorzio che vuole costruire la piattaforma e il depuratore). La partita è ancora aperta».

Presente anche l’esponente del Bard Alessandra Buzzo, sindaco di Santo Stefano di Cadore: «Ho ritenuto opportuno esserci perché il nostro territorio non va assolutamente svenduto. Poi possiamo parlare, discutere, ascoltare le varie esigenze ma sempre tenendo alta la testa».

Gianluca Da Poian

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