Dolomiti ambiente, Deon: «Nulla da nascondere»

Il consigliere provinciale replica alle perplessità di alcuni sindaci sulla società «Non vogliamo comprare le quote, ma se i soci recederanno li liquideremo»

BELLUNO. «Non abbiamo nulla da nascondere, non c'è niente di strano in quello che stiamo portando avanti con Dolomiti ambiente». E se qualche sindaco ha bisogno di delucidazioni, aggiunge il consigliere provinciale delegato all'ambiente Stefano Deon, non ci saranno problemi a fornirle. Attende risposte, per esempio, il sindaco di Sospirolo. «Aveva scritto una lettera in Provincia per avere chiarimenti, è stato convocato ma non si è presentato», spiega Deon. «Ma se si chiedono informazioni e poi non si va all'incontro, allora forse si vuole solo fare polemica sui giornali».

«È vero che ero stato convocato, ma nel giorno fissato ho avuto un problema da risolvere in Comune e ho telefonato a Deon, avvertendolo che non avrei potuto esserci e di posticipare l'incontro. Da allora non l'ho più sentito», replica Mario De Bon. Il quale attende ancora quelle risposte, insieme ad altri undici sindaci che hanno inviato una lettera in Provincia chiedendo delucidazioni.

Ma perché la Provincia vuole comprare le quote di una società di cui detiene la maggioranza assoluta?

«La Provincia non vuole comprarsi le quote. Vuole trasformare Dolomiti ambiente in Srl, però. Ad oggi nella compagine societaria ci sono due soci di minoranza, che possono decidere di restare all'interno della società o di recedere. Se decideranno di rimanere, nessuno li caccerà. Se invece decideranno di recedere, andranno liquidati e la Provincia dovrà avere la liquidità necessaria. Anche questa è una delle questioni da tenere in considerazione nel definire la tempistica per la trasformazione della società».

Fattibile entro il 15 maggio, quando bisognerà rinnovare il consiglio di amministrazione, che è in scadenza?

«Dobbiamo fare alcune verifiche. Al momento non si sa».

Ma al 15 maggio manca meno di un mese. Potrebbe andare in proroga l'attuale CdA?

«È una delle possibilità».

Avete avviato la valutazione della società per definire l'importo delle quote che, eventualmente, dovreste liquidare ai soci di minoranza?

«Non è ancora stato assegnato alcun incarico».

I sindaci si chiedono perché trasformare la società.

«Abbiamo necessità di razionalizzare le partecipate e ridurne i costi di gestione, operazione fattibile semplificando la gestione stessa. La strada della trasformazione in Srl garantisce questa semplificazione. I sindaci sono stati informati, almeno quelli che erano presenti all'assemblea. Se hanno bisogno di chiarimenti, li daremo loro, convocando un’assemblea dei sindaci».

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