Sindaci in guerra sul futuro dei rifiuti

Spaccatura fra chi conferisce al Maserot e chi in discarica. La società Dolomiti Ambiente è a un bivio, incertezza e scontro sul suo futuro

BELLUNO. Dolomiti ambiente è a un bivio. I sindaci si interrogano sul futuro della società e si dividono. Perché chi oggi sta portando tutti i rifiuti al Maserot, l'impianto gestito da Dolomiti ambiente, paga più di chi conferisce il secco indifferenziato nelle discariche ancora attive in provincia. E questi ultimi sindaci non paiono molto d’accordo sul cambiare sistema e investire in Dolomiti ambiente. Si prospetta una guerra fra due fazioni.

In mezzo c'è la Provincia, che ha avviato la trasformazione della società da Spa a Srl. L'operazione non convince tutti i sindaci. Dove troverà, la Provincia, i soldi per liquidare i soci di minoranza, Bim Gsp e Acegas? Entrambi usciranno, ha confermato ieri la presidente Daniela Larese Filon. «Non compreremo noi le quote, ridurremo il capitale sociale di Dolomiti ambiente», ha spiegato. A quel punto sarà la società a liquidare Gsp e Acegas. Avrà la liquidità?

E ha senso fare investimenti per il Maserot se non c'è la garanzia che tutti i conferitori, specie quelli più grossi, continuino a portare i loro rifiuti all’impianto di Santa Giustina? L'Unione montana Agordina, per bocca del suo presidente Fabio Luchetta, sta valutando se guardarsi attorno. E se lo facessero anche Belluno e Feltre, i due conferitori più grossi?

Ma il quesito principale, quello che determinerà tutto il percorso successivo, è uno, e lo ha detto chiaramente Jacopo Massaro: «Vogliamo tenere in piedi la società oppure no?». La sensazione che si è percepita ieri pomeriggio è che chi porta i suoi rifiuti al Maserot, e di fatto tiene in piedi Dolomiti ambiente, si stia stancando. «Ad oggi siamo noi della parte bassa della provincia a pagare i debiti del Maserot», ha esordito il primo cittadino di Sospirolo Mario De Bon. Debiti che derivano da esposizioni bancarie, perché la società ha superato il momento più difficile della sua storia.

A maggio 2013 a bilancio c’era un segno meno per 620 mila euro e il cda guidato da Luciano Gesiot (presente ieri) ha dovuto anche affrontare una problematica ambientale: «Avevamo una diffida da parte della Regione ad ottemperare ad una serie di prescrizioni, altrimenti l'impianto sarebbe stato chiuso nel giro di quindici giorni. Ci siamo occupati subito di questo problema, abbiamo chiuso il 2013 con un utile di 50 mila euro e il 2014 con utile di 128.460». Nel 2015 l’utile è stato di 42.064 e la previsione per il 2016 è di 46 mila euro. Dolomiti ambiente ha anche mutui con le banche per 4.826.000 euro (3,6 sono il residuo da saldare per l'investimento fatto per il biodigestore), ma la società con un fatturato annuo di 4.950.000 euro è in equilibrio.

Nel futuro ci sono idee per ridurre alcuni costi e aumentare alcuni ricavi, ma non tutti i sindaci sono d'accordo sul fare investimenti per il Maserot. «Con dieci metodi di raccolta diversa, in provincia, anche no», ha detto Sabrina Graziani. Il Comune che amministra, Soverzene, conferisce alla discarica di Mura Pagani, con autorizzazione della Provincia a farlo. «Mettiamo sul tavolo tutto, non esiste solo Dolomiti ambiente». La sua proposta è di rimandare il discorso sulla società a quando sarà costituito il consiglio di bacino. A breve, perché la Regione è pronta a commissariare Sospirolo.

Nel frattempo c'è in ballo la trasformazione di Dolomiti ambiente in Srl. Operazione rimandata al 2017, perché Acegas ha fatto fare una perizia («di parte», ha puntualizzato il consigliere Stefano Deon) in base alla quale le sue quote valgono 200 mila euro, non 140 come dice la Provincia. «Faremo fare una perizia di stima», ha detto Deon.

Nel frattempo, come se non bastasse, va rinnovato il cda, che scadrà con l'approvazione del bilancio 2015, il 10 maggio. La Larese Filon ha proposto di nominarlo a tempo (un anno, per completare la trasformazione in srl), di mantenere presidente Gesiot e di cambiare i quattro consiglieri. I sindaci dovranno nominare tre persone (i due rappresentanti della Provincia e quello di Gsp), l'altro nome spetta ad Acegas. Entro giovedì vanno inviate le candidature in Provincia. Difficilmente saranno portati i curricula di Davide Lucicesare, amministratore unico di Bellunum, e Franco Roccon, che era in quota Gsp.

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