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De Pellegrin: «L’obiettivo è ripopolare la valle»

Val di Zoldo. Raffica di domande durante l’incontro elettorale al cinema Dont La gente interessata ai problemi del lavoro, all’ambiente e al palaghiaccio

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VAL DI ZOLDO. «Dobbiamo riuscire a sognare nonostante tutte le difficoltà e sogno una valle viva e attiva e guardo con entusiasmo al futuro». Parole di Camillo De Pellegrin, che al cinema Dont si è confrontato con il popolo zoldano in vista delle amministrative del 5 giugno.

Un momento per presentare la squadra, composta da Denis Arnoldo, Luca Bez, Anna Morales Brustolon, Francesca Brustolon, Roberto Brustolon, Eliseo Casal, Elisa Daurù, Giuseppe Dorigo, Amapola Fairtlough, Diego Evelino Panciera, Romano Pellegrini e Paolo Zanettin. Tutti hanno hanno presentato il loro curriculum vitae e si sono mostrati convinti di poter dare una svolta positiva alla valle. «Siamo molto uniti», hanno detto, «e c’è molta comunicazione fra di noi».

Anche Camillo De Pellegrin ha declinato il suo iter scolastico, l’esperienza nel campo della giurisprudenza e quella amministrativa. Poi ha elencato il lavoro portato avanti negli ultimi 5 anni, da sindaco di Forno.

«È stata dura», ha messo in risalto De Pellegrin, «ma alla fine siamo riusciti a far accettare il progetto della fusione alla popolazione. Abbiamo lavorato tanto e bene, grazie anche alla sinergia creata con l’amministrazione di Zoldo Alto, con la quale siamo riusciti a intraprendere un percorso comune che ci ha portati a una conclusione gioiosa con un plebiscito».

De Pellegrin ha fatto presente che il Comune unico è una grande ricchezza: «Ora abbiamo più voce e possiamo incidere maggiormente in molti campi. Sarà importante collaborare con gli altri Comuni, specialmente con quelli montani, per far comprendere che la montagna non può farcela a competere con la pianura (i prezzi sono più bassi e i servizi maggiori), abbiamo bisogno di incentivi».

Un grosso impegno per la viabilità, «senza la quale non si ha sviluppo». «Ma il nostro obiettivo primario», ha continuato De Pellegrin, «è ripopolare la valle».

Alla prima domanda sui contributi che saranno inviati da Stato e Regione, Camillo De Pellegrin ha risposto, spiegando che «non bisogna guardare come saranno investiti, perché l’ambizione dovrà essere quella di creare una sinergia con tutti quelli che abitano la valle. Siamo grati a chi fa impresa e in primo luogo a tre importanti realtà imprenditoriali che danno lavoro a tante famiglie. Parlo della Silcon Plastic, degli impianti di risalita e della tanto bistrattata casa di riposo». Poi un occhio di riguardo anche alle piccole attività, «che bisogna mantenere in vita, facendo acquisti. Ma per andare avanti è necessario abbassare le tasse per chi opera in aree disagiate. Da parte nostra, nei 5 anni del mio mandato amministrativo, abbiamo sempre cercato di affidare alle nostre imprese i piccoli lavori per i quali non era necessario il bando. Inoltre nei mesi estivi, per rendere accogliente il territorio, abbiamo assunto del personale, soprattutto per la cura del verde pubblico».

Alla domanda su ambiente e territorio, il candidato sindaco si è mostrato convinto: «È necessario ostacolare le speculazioni ambientali e la svendita delle risorse territoriali. I nuovi impianti idroelettrici dovranno essere realizzati solo se condivisi con la popolazione e per finalità pubbliche».

Quindi, il problema degli Iat: «La provincia ha tagliato i contributi», risponde De Pellegrin, «ma i due uffici turistici sono rimasti aperti grazie ai contributi dei due ex Comuni e la collaborazione del Consorzio di promozione turistica. Con il nuovo Comune si troverà la formula giusta per portarli avanti».

«E il tetto del palaghiaccio?», ha chiesto la piccola atleta Viola Cercenà. «Ci vogliono non meno di un milione e mezzo di euro per metterlo a posto», risponde De Pellegrin, «soldi che il Comune non può spendere. Si spera che qualcuno da fuori possa mettere a posto tutta la struttura che costerebbe 3,5 milioni».

«E la scuola di Fusine chiuderà?», chiede una cittadina. «Non vorremmo chiuderla», puntualizza De Pellegrin, «finchè i genitori porteranno i loro figli. Ad ogni modo si troverà una soluzione».

Mario Agostini

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