Poveri e disoccupati al via il progetto di ritorno al lavoro

La Conferenza dei sindaci dell’Usl 1 ha approvato il piano Coinvolgerà 85 persone a rischio esclusione sociale

BELLUNO. Un progetto per ridurre la povertà e l’esclusione sociale, frutto della lunga disoccupazione, e per promuovere l’innovazione sociale tramite la formazione e l’accompagnamento all’inserimento lavorativo. Si chiama “Un territorio che accoglie” e permetterà, tramite l’ente capofila Metalogos (lo stesso che aveva curato un progetto simile nel 2014 e aveva portato all’assunzione di 40 persone e alla nascita di due imprese), di intercettare 85 disoccupati da almeno sei mesi e a rischio povertà. Progetto che è stato accolto all’unanimità dalla Conferenza dei sindaci dell’Usl 1.

Il piano, prevede 860 ore complessive di formazione e alcuni mesi (dai 3 ai 5 per ciascuno dei partecipanti) di tirocinio. Nove le tipologie dei corsi che saranno attivati. Accanto a quelli che andranno a formare addetti alla produzione e al controllo della qualità, segretari, tecnici alle manutenzioni, facchini, figure per le occhialerie e addetti alla logistica e alla gestione, ecco la novità: il “maggiordomo sociale”. Introdotta dalla Conferenza dei sindaci dell’Usl 2, questa figura è chiamata a dedicare il proprio tempo per piccoli lavori “casalinghi” a favore delle persone sole: la spesa per l’anziana che non può muoversi, la sostituzione della lampadina rotta o il pagamento delle bollette, solo per fare degli esempi.

Il progetto, dedicato ai singoli territori provinciali, è finanziato dalla Regione Veneto per 500 mila euro, altri 100 mila saranno messi in parte dal Consorzio Sviluppo Innovazione (20 mila), dalla Conferenza dei sindaci dell’Usl 2 (32 mila) e dalla Conferenza dell’Usl 1 (48 mila). Per poter trovare questi soldi, gli amministratori dell’azienda sanitaria bellunese dovranno aumentare di 0,20 euro la quota pro capite per i servizi delegati sociali che quest’anno, quindi, salirà a 19,50 euro (dai 18,50 euro del 2015); a questa si dovrà aggiungere, per il pareggio di bilancio, un’integrazione di 1,47 euro pro capite, proveniente dal fondo di accantonamento.

Dei 600 mila euro complessivi del progetto, 225 mila andranno a sostegno del reddito dei partecipanti - la cosiddetta borsa lavoro - mentre 40 mila saranno dati alle aziende come incentivi all’assunzione.

Tre i soggetti che si occuperanno della formazione, capitanati da Metalogos: Enac, Enaip e Ceis. Ventidue sono le aziende che si sono rese disponibili ad accogliere i lavoratori, ma altre, si spera, si faranno avanti nel prosieguo del piano.

«Si tratta di un progetto che prevede interventi di prese in carico multi professionali e disciplinari», ha precisato ieri la referente provinciale per il lavoro Gabriella Faoro. «Ci troviamo infatti di fronte a persone da anni fuori dal mondo del lavoro, persone che vanno qualificate. Molte di loro, poi, per espressa volontà del progetto, hanno degli handicap».

Il progetto partirà a luglio, non appena sarà pagata la prima tranche del finanziamento alla fine di giugno. «Si tratta di un progetto che va a sostenere i Comuni rispetto ad altri costi relativi ai bisogni sociali della popolazione», hanno sottolineato i primi cittadini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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