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«Armeni, svolta col voto tedesco»

Tito De Luca commenta la decisione del Bundestag. E pubblica un nuovo libro

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BELLUNO. «Il voto del Bundestag è storicamente positivo. Si tratta di un passaggio che vede la Germania muoversi nella stessa direzione di altri paesi europei, in tutto 16, Italia compresa, che hanno già riconosciuto che, quello degli armeni, fu un genocidio».

A dirlo è il bellunese Tito De Luca, alpinista, esploratore e scrittore che, con lo pseudonimo di Azad Vartanian, ha pubblicato vari libri. In questo caso interviene su una notizia di pochi giorni fa: la camera bassa del Parlamento tedesco ha votato quasi all’unanimità una risoluzione, di valore simbolico, che riconosce il genocidio della popolazione armena da parte delle forze ottomane nel 1915. La mozione, presentata dal blocco conservatore della cancelliera Angela Merkel insieme a socialdemocratici e Verdi, è passata a larghissima maggioranza con l’appoggio di tutti i partiti al Bundestag. Dura la reazione della Turchia, che ha immediatamente richiamato il suo ambasciatore a Berlino.

«La Germania aveva diversi ufficiali che operavano con i turchi all’interno dell’Anatolia», precisa De Luca, «e diversi fatti storici sono stati tenuti nascosti. Proprio su questo avevo trovato dei documenti, che ho utilizzato per scrivere un capitolo, dedicato alle colpe della Germania, del mio libro “Armenia misteriosa”».

«Ho appreso la notizia della decisione del Bundestag, mentre ero a Venezia con Antonia Arslan e il priore del Monastero Mechitarista di San Lazzaro», aggiunge. «E proprio a San Lazzaro c’è una mostra con foto inedite, che testimoniano anche le responsabilità tedesche». De Luca - che da oltre 25 anni si reca nelle zone di Armenia, Anatolia e Caucaso, dove ha avuto modo di fare ricerche sulle civiltà locali, convivendo per lunghi periodi sul monte Ararat, in Turchia orientale - ha inoltre appena terminato un libro in cui porta avanti un raffronto tra la Shoah e il genocidio armeno. «Si intitolerà “Tevah. Il mistero delle due arche”. In alcuni capitoli faccio un confronto tra l’Arca del Patto, simbolo degli ebrei, e l’Arca di Noè, per gli armeni, individuando le similitudini». (m.r.)

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