De Menech: «Così si pratica l’autonomia»

Il presidente del comitato paritetico invita i sindaci e la Provincia a cogliere la sfida che hanno davanti

BELLUNO. Le difficoltà ci sono state. Prima il ricorso al Tar fatto da alcuni Comuni vicentini, veronesi e bresciani contro la graduatoria relativa al bando 2010-2011, poi le resistenze della Provincia autonoma di Bolzano con l’allora presidente Durnwalder, infine alcune varianti necessarie per portare a termine i progetti, hanno rallentato - e di molto - l’erogazione delle risorse e l’esecuzione degli interventi finanziati. Tanto che ad Auronzo, conferma il sindaco Daniela Larese Filon, «si è conclusa all’inizio dell’anno la realizzazione della centralina comunale e sono in corso i lavori per la ciclabile che conduce a Misurina, finanziata con l’annualità 2010 del Fondo». Ci sono voluti 6 anni, ma, assicurano i sindaci interpellati a riguardo, da quando è stata modificata la gestione del Fondo la situazione è decisamente migliorata.

«Quando sono arrivato nel comitato paritetico, un anno fa, erano stati erogati solo 2,3 milioni di euro sui 240 a disposizione», ricorda Roger De Menech. «In un anno siamo arrivati a 30». È stata pagata la cabinova Falcade - Le Buse, sono stati liquidati i contributi per la parte preliminare del progetto strategico sul turismo del Feltrino, quelli per l’acquisto di mezzi in alto Agordino, per la centralina ad Auronzo, i paramassi sul Falzarego.

La partita più impegnativa, ora, è quella da 162 milioni per le annualità 2013-2018. «Al momento il Comitato ha in mano gli studi di fattibilità per gli interventi proposti dai Comuni e su quelli si deve esprimere», continua De Menech. Una volta arrivato il via libera bisognerà fare le progettazioni (preliminare, definitiva, esecutiva), il bando di gara, appaltare i lavori. Un bell’impegno per Comuni piccoli, che hanno pochi dipendenti. «Ma è proprio questa la sfida che attende i Comuni», dice De Menech. «Possono affidare la progettazione alla stazione unica appaltante (la Provincia, che ha già dato la sua disponibilità, ndr). Questa è l’autonomia praticata. Abbiamo le risorse, abbiamo gli strumenti per gestirle. Giochiamocela».

I sindaci hanno capito che per risolvere i problemi della montagna bisogna ragionare con un’ottica di provincia. Comprensoriale. Unica. Unita. «Certo, lavorare su progetti di questa portata è impegnativo per i Comuni, ma noi ne abbiamo chiusi diversi fino ad oggi», spiega il sindaco di Livinallongo Leandro Grones. «Per decidere i nuovi interventi abbiamo fatto numerosi incontri fra noi, ragionando su interventi strategici, che avessero ricadute nei nostri territori ma anche sul resto della provincia». Sono un esempio i lavori sulla viabilità, sulle piste ciclabili, sul turismo.

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