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De Pellegrin ha scelto giunta al completo con Giuseppe Dorigo

Val di Zoldo. Faceva parte dei candidati consiglieri non eletti Affianca Brustolon, Fairlaugh ed Elisa Daurù (vicesindaco)

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VAL DI ZOLDO. Trovato il quarto assessore per l’esecutivo De Pellegrin. La giunta comunale del neo comune unico di Val di Zoldo viene definita con la designazione di Giuseppe Dorigo, esponente della parte alta della valle.

Giuseppe Dorigo, sposato con figli, vive a Mareson di Zoldo Alto. Non era entrato nel consiglio comunale, in quanto faceva parte dei candidati che non sono stati eletti. Dal momento però che bisogna assegnare due assessori anche alla parte alta, è stato “ripescato”.

Tramontata così l’idea, che pure era balenata nei giorni scorsi, che ad avere uno scranno in giunta potesse essere un membro della nuova opposizione, sempre per la necessità di dover rappresentare equamente tutto il territorio fuso.

Durante gli incontri per la fusione e prima delle elezioni era stato confermato dai due candidati sindaci che sarebbero stati assegnati due assessori sia alla parte bassa della valle che a quella alta. Inoltre, se il sindaco fosse stato di Forno, il vice sarebbe stato di Zoldo Alto. E viceversa. Quindi due assessori alla parte bassa (Francesca Brustolon e Amapola Fairlaugh) e altrettanti alla parte alta (Elisa Daurù e Giuseppe Dorigo).

Il sindaco è Camillo De Pellegrin (emanazione della parte bassa) e il vice è Elisa Daurù, che fa parte dell’ex comune di Zoldo Alto.

«Adesso», spiega il sindaco Camillo De Pellegrin, «ci riuniremo per l’assegnazione delle deleghe e per trovare la formula per la formazione di gruppi di lavoro. Il lavoro che ci aspetta è enorme e siamo chiamati, specialmente nei primi due anni, a risolvere tanti problemi. In primo luogo, come ho già affermato, conquistare la fiducia della parte alta della valle, perché percepisco un senso di smarrimento per non avere più il sindaco a Zoldo Alto. Serve anche la collaborazione dell’opposizione. In questo senso la mia disponibilità c’è, credo che sia così anche dall’altra parte. Del resto a tutti è chiaro che solo collaborando otterremo quanto immaginato con la fusione».

Mario Agostini

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