Patto di stabilità sforato «La giunta si dimetta»

Limana. L’opposizione ingaggia una dura discussione alla luce della situazione L’esecutivo De Zanet:: «Onorati gli scoperti che ci hanno lasciato in eredità»

LIMANA. «Le dimissioni dell’attuale giunta comunale come atto di responsabilità». A chiederle in consiglio i tre consiglieri di minoranza Giovanni Puppato, Roberto Piol e Renata Dal Farra, al termine di una discussione, sul rendiconto dell’esercizio finanziario 2015 (approvato col voto contrario dell’opposizione), piuttosto vivace. Richiesta formulata «vista la grave situazione emersa dai risultati della gestione dell’ente nel 2015 e l’inedito superamento del Patto di stabilità, con conseguenti sanzioni e limitazioni, proprio in concomitanza della scadenza di un contratto di project financing».

Sul tavolo la questione dello sforamento, per 79 mila euro, del Patto. «Risultato di amministrazione e mancato raggiungimento dell’obiettivo affidato dal Patto sono due cose completamente diverse», ha messo in risalto l’assessore al bilancio, Stefano Bozzolla, ricordando che «il Comune di Limana è un ente sano, con un buon bilancio, che chiude con un avanzo di un milione e 163 mila euro, di cui 553 mila sono avanzo disponibile. Non abbiamo centrato l’obiettivo del Patto, che per il 2015 era di 403 mila euro, avendo realizzato “solo” un saldo positivo di 323 mila, ma questo non significa che si sia chiuso un bilancio in default. Sono mancati i pagamenti, da parte della Regione, di una parte di opere cofinanziate e che erano state liquidate già a dicembre 2014. Fino a novembre scorso avanzavamo da Venezia 200 mila euro, una parte è stata pagata, ma ne mancano 94 mila».

«Limana è l’unico Comune in provincia ad aver sforato il Patto», ha detto la Dal Farra. «Era accaduto anni fa solo a Belluno, ma perché erano stati fatti investimenti. La situazione è imbarazzante. Uno scivolone su una “buccia di banana”. Mi chiedo se questi 79 mila euro rischino di tramutarsi in minori servizi per i cittadini o in maggiori tasse». Non meno critica la posizione di “Limana Viva”. Puppato, assente per impegni istituzionali a Roma, ha fatto avere una lettera in cui sottolinea «l’atteggiamento autoreferenziale della maggioranza» e in cui parla di «un errore materiale che costerà caro ai cittadini», chiedendo un approfondimento sulla relazione del revisore dei conti. «È una scusa dare la colpa alla Regione», ha aggiunto, «piuttosto la diano al Governo Renzi». «Limana si troverà nella Gazzetta Ufficiale tra i Comuni inadempienti», ha evidenziato Luciano Reolon. «Nel 2014, su 8 mila Comuni, 60 avevano sforato il Patto e nella maggior parte al Sud. Se vi eravate accorti dello sforamento già nel 2015 potevate chiedere la nostra collaborazione».

Bozzolla, insieme al sindaco Milena De Zanet, ha ribadito che l’amministrazione ha sforato il Patto perché ha mantenuto fede a un preciso impegno: eseguire tutti i pagamenti nei confronti di qualsiasi ente o fornitore. Un aspetto confermato anche da Tiziana Venzo, responsabile dell’Ufficio ragioneria: «I soldi avanzati dalla Regione risalivano al 2014. Abbiamo sollecitato in tutti i modi. E c’è da dire che, per rispettare il Patto nel 2015, avrebbe dovuto essere sforato negli anni precedenti. C’erano pagamenti fermi e rimandati risalenti a più di due anni fa, per 230 mila euro. Non potevano più essere rinviati. Quello che si è potuto fare è stato fatto. E assicuro che da luglio 2015 è stato tirato un vero e proprio “freno a mano” sulla parte corrente. Per fortuna è finita la stagione del Patto inteso nella modalità attuale».

Martina Reolon

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