Zaia: «I passi non si chiudono serve un confronto con tutti»

L’appello del governatore dopo la protesta degli operatori turistici per il passaggio della Transalp Il comitato: «Bolzano ha deciso senza convocare gli imprenditori che hanno lì le strutture ricettive»

BELLUNO. La chiusura del Pordoi e degli altri passi dolomitici, seppur limitatamente ad alcune ore? «No, assolutamente no» assicura Luca Zaia, presidente del Veneto. Il governatore anticipa una lettera aperta che gli sarà recapitata dagli operatori turistici che temono il peggio dai prossimi vincoli di Bolzano e di Trento.

«Noi li consideriamo fratelli, sia i trentini che i sudtirolesi, con loro vogliamo la massima collaborazione, ma, per favore - li esorta Zaia -, non ci chiudano le strade, perché già la neve lo fa d'inverno, come al passo Fedaia». «Parliamoci» è la sollecitazione di Zaia. «Se così avvenisse, vorrebbe dire che alle nostre porte abbiamo un altro Stato». La preoccupazione della chiusura oraria arriva dagli albergatori, dai ristoratori, dai rifugisti che vivono e operano sui passi. E che ancora 10 anni fa si sono costituiti in Comitato. «Dobbiamo denunciare il fatto che la provincia di Bolzano ha convocato due riunioni del gruppo di lavoro senza invitare il Comitato per la salvaguardia dei passi dolomitici discutendo anche di proposte di chiusura alla libera circolazione senza gli imprenditori dei passi» denunciano il presidente Osvaldo Finazzer e il suo vice, Stefano Illing, riflettendo sulle conseguenze della chiusura delle strade (seppur per 45 minuti al massimo, di località in località) per la manifestazione ciclistica di Transalp.

«Ma quello che è ancora più grave - insistono Finazzer e Illing - è che a tali riunioni non siano stati invitati rappresentanti della Provincia di Belluno. Trento e Bolzano ritengono quindi di poter decidere sui passi senza dare voce agli imprenditori e senza confrontarsi con la confinante provincia di Belluno. Siamo veramente sorpresi per l'arroganza e il mancato rispetto dell'elementare correttezza istituzionale e ci auguriamo che la Regione Veneto intervenga a difesa dei diritti degli imprenditori bellunesi vista la indifferenza provinciale».

È da tempo che si incontrano le Province di Trento e Bolzano con i sindaci dei quattro Comuni dei passi, compreso Livinallongo e con le autorità turistiche del territorio. Ma non con il Comitato dei Passi. «La politica di valorizzazione dei passi nasconde solo la ferma volontà di Bolzano e Trento di chiudere la libera circolazione sui passi dolomitici - attaccano ancora Finazzer e Illing -. La libertà di circolazione e la conservazione dell'ambiente sono aspetti certamente conciliabili se si ha la volontà di cercare soluzioni comuni e condivise. Il godimento dell'ambiente alpino da parte di alcuni turisti non può essere causa di discriminazione e limitazione della libertà di movimento per tutti gli altri, con gravi conseguenze negative sia d'immagine che economiche anche nei fondovalle».

Grazie alla forte spinta del Comitato, nel corso del 2010 la Provincia di Belluno si è dotata di un regolamento per disciplinare le competizioni ciclistiche su strada e trovare un equilibrio rispetto alle esigenze degli eventi sportivi, la libera circolazione delle persona e le esigenze delle aziende turistiche lungo i percorsi.

Il regolamento prevedeva la creazione di una commissione con la presenza della Prefettura, rappresentanti delle forze di Polizia e dei Comuni per la valutazione del rilascio delle autorizzazioni ai richiedenti.

«Dobbiamo denunciare che purtroppo questo regolamento è del tutto ignorato dalla stessa Provincia che l'ha scritto e dalla Prefettura che l'ha sottoscritto - denunciano Finazzer e Illing -. La manifestazione TransAlp è stata autorizzata senza alcun rispetto degli accordi sottoscritti, con la benedizione del consigliere provinciale con delega al Turismo Leandro Grones». Al Comitato si aggiungono gli albergatori della Federalberghi che pensa addirittura ad una denuncia per interruzione di servizio pubblico.

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