Cansiglio, niente voto c’è pericolo di turbativa

La Regione spiega che non ci sarà il passaggio in consiglio sulla delibera di vendita dell’ex Hotel San Marco. E continua la polemica tra Zanoni e Bottacin

FARRA D'ALPAGO. Nessun voto sulla mozione presentata dal Pd e dal M5S contro la vendita dell'hotel San Marco in Cansiglio. «È in atto un'asta per l'alienazione», spiega l'assessore regionale Giampaolo Bottacin «e come hanno riconosciuto alcuni consiglieri dell'opposizione, il voto rischierebbe di comportare una pericolosa turbativa».

La mozione era stata presentata in consiglio regionale ai fini della seduta straordinaria che si è svolta l'altro ieri. Il primo bando si concluderà il 25 luglio, se non ci saranno offerte, verrà ripresentato e la base d'asta, che oggi è di 815 mila euro, scenderà del 20%, quindi a poco più di 600 mila euro. «Abbiamo già fatto quattro gare, comprese quelle per la concessione dell'immobile, come vorrebbero gli ambientalisti, ma», ricorda Bottacin «non abbiamo ricevuto riscontri».

«La vendita dell'area dell'ex hotel San Marco potrebbe avere conseguenze pesanti e difficili da prevedere per l'intera area del Cansiglio, che è da sempre demanio gestito dalla Regione come bene unitario dal valore naturalistico ed ambientale elevatissimo», insiste dal canto suo Andrea Zanoni, consigliere Pd e vicepresidente della commissione ambiente, criticando la possibile alienazione dell'edificio di proprietà regionale in Cansiglio. «La situazione che potrebbe innescarsi è quella della corsa alle vendite di altre parti del Cansiglio, dato che risulta che richieste di allevatori e malgari ci siano già state, con il rischio di una progressiva privatizzazione di un'area che non si presta ad una gestione privatistica». Zanoni propone un’alternativa: «L'hotel San Marco poteva essere dato tranquillamente in concessione, studiando bene forme e modalità che preservassero la convenienza dell'investimento economico dei privati, evitando così di innescare lo 'spezzatino' del Cansiglio». Ma l'assessore Bottacin assicura che non vi sarà alcun spezzatino. E precisa, quanto a eventuali investitori disponibili alla concessione, che in Regione non è arrivata offerta di questa natura. «L'ho spiegato chiaramente a Michele Boato che mi ha espressamente chiesto notizie in tal senso» precisa Bottacin, contattato dal presidente dell'Ecoistituto a margine della seduta straordinaria del consiglio».

Per l'assessore bellunese, dunque, non resta in campo che l'alternativa della vendita. Ma Zanoni attacca l'atteggiamento della maggioranza tenuto nel consiglio da lui promosso: «Spiace vedere come da parte della maggioranza ci sia stata la totale indisponibilità alla discussione tra le tre alternative presentate (concessione, demolizione e vendita), discussione sulla quale tra l'altro la giunta non ha ancora riferito un parere, così come previsto dalla decisione della Prima Commissione risalente all'ottobre 2012. Prendo atto che dopo 10 legislature e 18 presidenti di Regione quello che passerà alla storia per aver rotto l'unitarietà demaniale del Cansiglio sarà Luca Zaia».

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