Wwf e Comune, ricorso al Tribunale delle acque

Gosaldo. Nel mirino finisce la decisione della Commissione regionale Via, che non ha voluto analizzare il progetto di centralina di En&En in valle del Mis

GOSALDO. Il Comune di Gosaldo e il Wwf ricorrono al Tribunale superiore delle acque contro la Commissione regionale Via. Nuovo capitolo della vicenda legata al progetto di costruzione di una nuova centralina in valle del Mis. Non è solo la questione legata al ripristino della valle da parte di Valsabbia a tenere banco. Martedì scorso la giunta comunale di Gosaldo ha infatti autorizzato il sindaco Giocondo Dalle Feste a ricorrere contro la decisione della Commissione regionale Via di non analizzare il progetto di centralina redatto dalla società En&En attraverso la società California srl. Una decisione, quella della Commissione regionale, che, ripetutamente posticipata, era andata contro la volontà dello stesso Comune di Gosaldo, del Parco, degli ambientalisti e dei pescatori che chiedevano un esame più attento del progetto.

Pensata all'esterno del territorio del Parco, ma solo di pochi metri, la centrale ad acqua fluente dovrebbe avere una potenza massima di 1.003 kW per una produzione di 3,433 milioni di kWh. L'intervento prevede una derivazione dal torrente Mis a Pattine a quota 654 metri, con portata media di 993 litri al secondo e portata di rilascio di 580 litri al secondo. L'adduzione avverrà per mezzo di una condotta forzata lunga un chilometro e 185 metri, posata lungo la strada Titele Pattine, fino alla centrale elettrica che verrà costruita a Titele a quota 603,5 metri, dove verrà restituita l'acqua al torrente.

«L'intervento non comporta impatti significativi negativi sulle componenti ambientali», ha scritto la Commissione regionale, che tuttavia ha dato alcune prescrizioni e raccomandazioni: un piano di monitoraggio delle acque e delle portate, concordato con Arpav, prima dell'autorizzazione, e, dopo la costruzione dell'impianto, il monitoraggio della scala di risalita dei pesci e un protocollo per evitare la contaminazione delle acque.

Una decisione, quella presa il 6 aprile e pubblicata sul Bur il 10 maggio, che non è però stata accettata dal Comune di Gosaldo e dal Comitato Wwf, che hanno deciso di costituirsi in giudizio al fine di ottenere che sia svolta la procedura di Valutazione di impatto ambientale.

«A nostro avviso», dice il consigliere comunale Florestano Monestier, «ci sono delle irregolarità da parte della commissione. A novembre avevano deciso di sottoporre il progetto a Via, poi sono tornati indietro per le controdeduzioni della ditta. Controdeduzioni che per noi non erano sufficienti. Resta pertanto l'idea che la Commissione non abbia ben valutato».

Il ricorso del Comune (affidato all'avvocato Matteo Ceruti del foro di Rovigo) è appoggiato in toto dal Wwf. «Siamo dalla loro parte», dice Augusto De Nato, vicepresidente del Wwf Veneto. «È evidente che ci sono delle incongruenze che lasciano perplessi e che pertanto devono essere approfondite». «Tutta la procedura doveva essere assoggettata a Via», continua De Nato, «e invece è stata fatta una cosa tortuosa che possiamo dire non essere ben comprensibile. Noi, tuttavia, siamo sicurissimi che le nostre obiezioni siano fondate e siamo anche sicuri che ormai si sono diffuse dappertutto una sensibilità e un'attenzione su questi temi. Solo la Regione non ne è stata contagiata, ma siamo ottimisti e pensiamo che lo sarà presto, anche perché non ha alternative. Come dice Cesare Lasen: l'unica ricchezza che abbiamo è l'ambiente e se non gli vogliamo bene non abbiamo futuro».

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