Gravi disagi nel recapito della posta

Consegne in ritardo nelle zone rimaste scoperte per le ferie degli addetti, le maggiori difficoltà a San Vito di Cadore

BELLUNO. Continuano ancora i disagi nel recapito della corrispondenza con il sistema a giorni alternati. Al momento, a soffrire di più sono le zone alte della provincia, in particolare il Cadore. E i sindacati di categoria si preparano allo sciopero.

Il recapito resta critico. «La situazione più critica», spiega Marcello Caravello referente della Failp Cisal Veneto e Trentino Alto Adige, «è localizzata nella zona del Cadore, in particolar modo a San Vito. I disagi sono dovuti al fatto che alcuni portalettere sono in ferie e quelli che restano si sono rifiutati di prendersi in carico le zone lasciate libere dai colleghi. Poste Italiane ancora non ha avviato le assunzioni dei cosiddetti novantisti- i lavoratori assunti per i tre mesi estivi - e questo non fa che ritardare la consegna della corrispondenza, che resta accumulata nei rispettivi depositi. A rimetterci, alla fine, sono i poveri cittadini».

Caravello evidenzia che a poco sono servite le sanzioni messe in atto dalla sede regionale della società, «perché, malgrado questa spada di Damocle incomba sui lavoratori, si continuano a evidenziare vere e proprie carenze nel servizio, anche relativamente a particolari tipi di corrispondenza, come le notifiche degli atti giudiziari. E il colmo è che i cosiddetti interventi sull’organizzazione del recapito rischiano di rendere ancora più precaria la situazione: l’interesse ad attivare forti risparmi sui costi del servizio postale sta incidendo sulla funzionalità dell’intero sistema».

La sportelleria. Anche la sportelleria non se la cava meglio. Il settore attendeva personale dal recapito per poter sopperire alla carenza di personale che si sta registrando a causa dei pensionamenti che ci sono stati e che sono previsti da qui alla fine dell’anno. «La situazione non è migliorata per nulla, a livello nazionale abbiamo chiesto dei tavoli sia per parlare di portalettere, sia per gli addetti agli sportelli», precisa Loredana Vian, della Slc Cgil. «È un disastro dappertutto. Il progetto del recapito non sta funzionando e agli sportelli siamo alla frutta. Stiamo portando ogni giorno in Confindustria impiegati e postini desiderosi di firmare gli accordi per i pensionamenti, perché questo sistema è ormai diventato insostenibile. E poi», prosegue Vian, «le scelte che vengono fatte dai vertici, anche regionali, a volte sembrano incomprensibili, perché non fanno altro che inasprire una situazione che è già di per sè critica. Tutto il personale sta lavorando sotto stress. Così non si può andare avanti».

Verso lo sciopero. I sindacati, in modo unitario, già a metà giugno hanno aperto lo stato di agitazione nei confronti di Poste Italiane. «Si prefigura un’estate calda, ma ancor di più un autunno di fuoco», dicono Caravello e Vian. «Se la situazione non dovesse migliorare si andrà allo sciopero. La cosa è chiara: in questo modo si sta mettendo a rischio la qualità stessa del servizio offerto e questo non possiamo permetterlo. Per questo motivo ci stiamo preparando all’astensione dal lavoro».

Le chiusure estive. In attesa che arrivino i rinforzi, in 14 uffici postali della provincia (su 105) dalla prossima settimana inizieranno le riduzioni di orario di apertura; in alcuni sportelli, soprattutto nella parte alta del territorio, si arriverà anche alla chiusura a giorni alterni tra luglio e agosto.

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