«Non dimenticare le strade alternative»

L’appello del sindaco di Perarolo ad Anas, durante l’incontro per parlare dei lavori di sistemazione dell’Alemagna

BELLUNO. «Va bene pensare ai grandi lavori sulla Statale 51, ma non ci si dimentichi di sistemare anche le strade alternative, come la Cavallera, necessarie quando ci sono lavori o incidenti sull’Alemagna».

A chiederlo ad Anas - durante l’incontro per fare il punto delle proposte di intervento sulle strade in vista dei Mondiali di Cortina 2021 - è stato il sindaco di Perarolo, nonché assessore provinciale, Pierluigi Svaluto Ferro. «Nel mio Comune non ci sono interventi previsti da Anas, ma vorrei porre l’attenzione sull’importanza di poter contare su una viabilità alternativa. Anas dovrà provvedere alla manutenzione della Cavallera, perché se tutti questi lavori dovessero bloccare l’Alemagna, la parte alta della provincia rischierebbe di rimanere isolata. Al tempo stesso, dico che è necessario eseguire manutenzioni ordinarie anche sul ponte Cadore».

Di tutte le opere che dovrebbero essere cantierate per l’appuntamento sportivo, Svaluto Ferro si dice un po’ perplesso: «Non si parla della circonvallazione di Longarone, ma di interventi frazionati, che potrebbero non dare i frutti sperati. Ai posteri l’ardua sentenza».

Da Longarone a Cortina sono 50 i chilometri su cui intervenire. A Longarone non è prevista la circonvallazione tanto attesa per il costo troppo elevato, ma Anas propone la rettifica di alcune curve dopo Castellavazzo - prima della galleria di Termine - e la realizzazione di una corsia preferenziale per chi scende dalla val di Zoldo con o senza rotatoria (si deciderà presto).

Da Longarone, poi, i lavori si dovrebbero concentrare su Pieve di Cadore. «Si tratta della famosa tangenziale di Tai», precisa il sindaco Ciotti, «con la realizzazione di una galleria di circa 800 metri. Si tratta di un progetto ancora degli anni Novanta, che alleggerirà il traffico in paese. Per quanto ci riguarda abbiamo dato alcuni suggerimenti ai tecnici dell’ Anas sull’entrata e l’uscita della galleria. Questo intervento, infatti, non dovrà andare a rovinare la ciclabile che attraversa la statale tra Tai e Nebbiù e non dovrebbe essere troppo impattante paesaggisticamente. Per valutare meglio la situazione, quindi, dovremo ritrovarci con l’azienda nazionale per la viabilità per definire nel dettaglio l’intervento».

Per quanto riguarda Valle di Cadore, uno dei punti neri della viabilità bellunese, in ballo c’è la proposta del Comune di realizzare la variante con un tunnel di 600 metri che possa bypassare l’imbuto dell’abitato; l’idea di Anas prevede, invece, una galleria di 300 metri che taglierebbe fuori solo una parte del centro. La differenza tra i due progetti è sostanziale sia tecnicamente che economicamente: la prima costa 28 milioni, la seconda 14.

A Cibiana, c’è l’intenzione di migliorare l’innesto con la strada provinciale, ampliandolo, per evitare inutili rallentamenti per il passaggio dei mezzi pesanti. «Su questo», precisa Belfi, che si è fatto portavoce anche del comune dei murales, «si dovrà parlare con Veneto Strade per capire se esista già un progetto di questo tipo da poter presentare ad Anas».

A Vodo, l’amministrazione comunale ha proposto una lieve rettifica stradale in corrispondenza dei confini amministrativi tra Vodo e Valle, dove c’è una sorgente solforosa. «Ho segnalato anche la necessità», spiega il sindaco Domenico Belfi, «di eseguire la manutenzione straordinaria del ponte sopra il rio Ruvignan, che ha evidenziato dei distacchi del rivestimento in pietra. Inoltre, ho ricordato ad Anas di sistemare anche le strade esistenti, a partire dal fondo e dal manto stradale. Infine, ho ricordato che la frana di Acquabona è un problema che va risolto con priorità, perché molta gente della vallata lavora a Cortina e sono tanti anche i turisti che hanno la seconda casa qui. Abbiamo il dovere di garantire loro il transito in sicurezza».

A Borca, Anas intende realizzare una rotatoria e una galleria di qualche centinaio di metri che sbucherà dopo il municipio. A San Vito, si parla di costruire una circonvallazione, tre tombotti e una serie di rettifiche di curve. Opere che «necessitano», dichiara il primo cittadino, Franco De Bon, «di alcuni accorgimenti».

Infine su Cortina, uno dei problemi resta la frana di Acquabona, su cui insistono tre ipotesi di lavoro: la realizzazione di tombotti sotto la statale per convogliare le colate detritiche verso il Boite, di un viadotto o di una galleria. La prima ipotesi sembra essere quella più accreditata: per i costi minori, ma anche per il fatto che nel tempo le colate hanno modificato il loro tracciato e che opere più impattanti potrebbero rivelarsi poco efficaci.

Entro settembre l’azienda nazionale presenterà il piano definitivo, indicando le priorità per giungere nella primavera 2017 ai primi cantieri.

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