Organo di Fusine, campagna pro restauro

Val di Zoldo. Il comitato della parrocchia sta raccogliendo preventivi ed è in cerca di finanziamenti

VAL DI ZOLDO. L’organo di Fusine di Val di Zoldo, capolavoro zoldano unico al mondo, merita di essere preservato: per questo motivo parte una iniziativa che mira al suo restauro. Non a caso il “Comitato per l’organo” ha lanciato la campagna per la sistemazione.

Due le caratteristiche che rendono unico e tipico l’organo che si trova nella chiesa di San Nicolò di Fusine: la prima è che quasi tutte le canne sono in legno, realizzate con un processo costruttivo di alto artigianato che non trova corrispondenti in Italia e forse nel mondo; la seconda caratteristica è che l’autore dello strumento è di Fusine: Agostino De Marco Brunet (nato a Brusadaz nel 1777).

Si sa poco di questa persona, sicuramente ricca di intraprendenza e vivacità intellettuale che, agli inizi del XIX secolo, ha dotato la sua chiesa di questo organo. Di alto ingegno, ha sviluppato un procedimento per realizzare le canne d’organo in legno, ricopiando le fogge e le dimensioni delle canne della scuola veneziana settecentesca, mai applicato prima. La particolarità sta nel fatto che tutti gli strumenti (che seguono la scuola veneziana) hanno delle canne di legno a sezione quadrata, che generano le note più gravi, mentre le canne dell’organo di Fusine sono invece a sezione circolare e realizzate con diverse essenze legnose, dalle più grandi, che stanno in facciata, alle più piccole, compresi i caratteristici “tromboncini”.

La parrocchia, per interessamento del parroco e di alcuni fedeli, ha costituito in primavera un gruppo di lavoro, un vero e proprio “Comitato per l’organo”, composto dall’arciprete don Moreno Baldo, da parrocchiani e membri dell’Associazione Organi storici in Cadore. Questa associazione opera da 23 anni nel territorio e ha promosso e incentivato restauri di strumenti storici in Cadore. «L’obiettivo del gruppo di lavoro», spiega don Moreno, «è raccogliere una serie di preventivi richiesti a diverse botteghe organarie qualificate, per restaurare questo importante organo e cercare, nello stesso tempo, dei canali di finanziamento per far fronte alla spesa che non sarà contenuta».

«Nell’ambito dell’annuale rassegna concertistica “Organi storici in Cadore”», puntualizza il direttore artistico Renzo Bortolot, « il 3 agosto avrà luogo una serata di presentazione e conoscenza dello strumento dal punto di vista storico, sonoro e costruttivo per evidenziare meglio questa importantissima opera d’arte che il genio locale del passato ci ha lasciato in preziosa eredità».

Mario Agostini

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