Il Taulà dei Bos diventa scuola per i piccoli artisti circensi

Cibiana, sono stati una ventina i bambini protagonisti del laboratorio ospitato dal Polo culturale Le insegnanti: «Anche gli abitanti più anziani del paese hanno partecipato attivamente»

CIBIANA. La scuola di circo e teatro per bambini di Bologna è arrivata sulle Dolomiti per portare a Cibiana, precisamente al Taulà dei Bos, energia, emozioni, libertà e le tecniche delle principali arti circensi.

«Devo dire che di libertà a Cibiana ne abbiamo già trovata a sufficienza, i bambini vivono in un perfetto stato di armonia e di autonomia», chiosa Federico Vincenti, che conduce il Taulà. «Vederli giocare da soli in completa autogestione dalla mattina alla sera, mi ha ricordato di quando ero piccola e giocavo per strada e lì imparavo a come cavarmela da sola e lì iniziavo ad affermare la mia acerba identità».

Il laboratorio permanente a cura della Scuola di circo e teatro per bambini - associazione culturale PanicArte è stato ospitato dal Taulà dei Bos - Polo culturale di Cibiana e location principale ove si sono svolte le lezioni di circo e teatro.

Il percorso ha coinvolto più di 20 bambini e ha portato ai piedi del Rite una ventata di innovazione. «È stato molto bello riscoprire un’antica idea di comunità che costruisce pezzetto per pezzetto la propria storia, e noi insegnanti», affermano Mariagrazia Bazzicalupo e Mariasole Brusa, «siamo entrate in questo mondo fermo nel tempo e siamo rimaste profondamente legate a questo paese e i suoi abitanti».

Il lavoro è stato svolto non solo all’interno del Taulà de Bos ma anche a contatto con lo splendido scenario naturale delle Dolomiti. «I bambini hanno dimostrato di avere una grande apertura e voglia di imparare», aggiungono le insegnanti. «Hanno assorbito ogni nostra proposta e al momento della restituzione hanno sbalordito tutti per l’impegno, l’entusiasmo, la precisione, la padronanza degli elementi acquisiti e l’originale reinterpretazione».

Preziosa la collaborazione del Comune, in particolare del sindaco Luciana Furlanis. «Il momento più bello», puntualizzano Bazzicalupo e Brusa, «è stato alla fine del saggio, quando tutti gli abitanti più anziani del paese hanno partecipato attivamente allo spettacolo finale del laboratorio. Dimostrando riconoscenza per il nostro lavoro e sorpresa nel comprendere come attraverso l’arte, sia ancora possibile coltivare valori come: il rispetto e l’aiuto reciproco, la collaborazione, il sostegno, il divertimento semplice e la costruzione di un gruppo di riferimento che possa aiutare il singolo individuo a crescere e a superare ogni difficoltà».

La scuola di circo si adopera, attraverso le tecniche principali delle arti circensi, per tirare fuori da ogni bambino la sua eccellenza e costruire ogni volta un’atmosfera di cooperazione e divertimento, all’interno della quale tutti possono crescere, insegnanti compresi. Francesco Dal Mas

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