Striscioni per dire ancora “no” al prolungamento dell’autostrada

La protesta ambientalista al Fadalto

Gli ambientalisti hanno protestato al Fadalto per ricordare il prezzo ambientale pagato con l’A27. Brindisi con succo di sambuco per invitare a riflettere su industria del prosecco e rischi di inquinamento

ALPAGO. Due grandi striscioni distesi sull’isola spartitraffico davanti all’ingresso della “innominata”, l’A27. Si è rinnovato l’appuntamento del 15 agosto degli ambientalisti che dal 1995 ricordano il sacrificio pagato dal Fadalto e dal Bellunese al nastro d’asfalto autostradale.

Brindisi. Un brindisi col prosecco per il treno delle Dolomiti, come alternativa - ha spiegato Michele Boato - al proseguimento dell’autostrada da Pian di Vedoia. E poi, ancora un volta, il no a quest’arteria che l’europarlamentare Remo Sernagiotto vorrebbe resuscitare. Sotto il sole che aveva fatto salire la temperatura a 32 gradi si sono incontrati Bruno Salvador e Gianni Dal Tio per il Comitato Fadalto, Boato per l’Ecoistituto del Veneto e Toio De Savorgnani di Mountain Wilderness, con altri militanti.

"Non ripetere gli errori". «L'annuale presenza di Comitato Fadalto, Ecoistituto del Veneto e Mountain Wilderness ha lo scopo di rinnovare la memoria di un disastro ambientale e morale di cui si è parlato in tutta l’Europa, anche grazie ad Alex Langer, l’europarlamentare verde che con i suoi interventi ha impedito che la continuazione della A27 devastasse le valli alpine del Cadore», hanno ricordato. Ma l’incontro ha soprattutto lo scopo - è stato spiegato - di lanciare l’appello affinché quei tragici errori vengano evitati anche se il mondo politico veneto sembra rinnovare senza fine e senza memoria gli stessi errori.

Il vecchio progetto. Con una delibera del 2013, Galan presidente, la Regione aveva approvato il prolungamento della A27 fino a Macchietto, in comune di Perarolo, costo 1.200 milioni di euro, in project financing, tra i soggetti proponenti l’impresa Mantovani, con firma dell’assessore Chisso. «Governatore e assessore sono stati arrestati per le tangenti relative al Mose, dimostrando così quali logiche sostengono le grandi opere, ma si continua a parlare di continuazione della A27».

Le posizioni degli ambientalisti. Bruno Salvador si è detto rammaricato del fatto che il mondo politico continui imperterrito sempre con le stesse logiche, nonostante eclatanti arresti come per il Mose o i problemi evidenti, sia ambientali che economici, di un’altra grande opera come la Pedemontana veneta, che sta rivelando, dopo il Mose, tutta l’infondatezza e la disonestà del sistema di project financing, vera truffa nei confronti dei contribuenti.

Michele Boato direttore dell’Ecoistituto ha ribadito il no al proseguimento dell’autostrada e la necessità di sviluppare una viabilità che risponda alle reali esigenze del territorio ed ha annunciato prossimi interventi sull’argomento per il prossimo autunno. Toio de Savorgnani ha ricordato che un’autostrada come la A27 è incompatibile con Dolomiti Unisco e renderebbe il Cadore un’area di transito delle merci, ipotesi contraria allo sviluppo di un vero turismo sostenibile.

Comunque tutti d’accordo, Ecoistituto Langer, Mountain Wilderness e Comitato Fadalto, nell’esprimere l’augurio che la Regione sappia finalmente intraprendere una via diversa nell’utilizzo dei soldi pubblici per i territori alpini che non sia solo quello dei grandi investimenti per nuove autostrade o grandi eventi più economici che sportivi come i campionati mondiali di sci a Cortina nel 2021.

Un cin cin con il sambuco. Al tradizionale brindisi con il prosecco si è associato quest’anno anche quello con succo di sambuco analcolico e biologico, con l'augurio che l'industria del prosecco non diventi la nuova Marghera del Veneto, causa di forte inquinamento e gravi problemi per la salute umana.

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