Depuratore ex San Marco, via libera dalla Regione

Lentiai. Ma la giunta veneziana affida la decisione finale ai sindaci del bacino che avevano già dato l’ok. Rivolta dei comitati, si annunciano azioni di protesta

LENTIAI. La giunta regionale del Veneto ha rilasciato, ancora il 18 luglio, il giudizio favorevole di compatibilità ambientale favorevole, autorizzando di fatto il progetto definitivo relativo alla “realizzazione di un impianto di trattamento rifiuti speciali liquidi mediante il recupero del depuratore biologico esistente e la realizzazione di un nuovo impianto chimico-fisico, presso lo stabilimento ex San Marco, localizzato nei comuni di Lentiai e Cesiomaggiore”. Questa sera si riuniranno i Comitati di Lentiai per esaminare il provvedimento e dalle premesse sarà battaglia. C'è chi porterà la proposta di una singolare protesta, fra Lentiai e Belluno, con girotondi intorno alle rotatorie.

«La Regione e nella fattispecie l'assessore all'ambiente Giampaolo Bottacin non hanno voluto tener conto non solo della contrarietà della popolazione, rappresentata dai comitati - spiega Sisto Zuccolotto, una delle anime del coordinamento - ma neppure del parere espresso dai sindaci e delle problematiche che su questo tema sarebbero insorte dentro Assindustria Belluno».

Attenzione, però, nel provvedimento regionale si legge che “l'efficacia dell'approvazione è subordinata alla favorevole conclusione dell'iter amministrativo relativo all'utilizzo dell'impianto da parte del gestore del Consiglio di Bacino Dolomiti Bellunesi per far fronte al trattamento dei reflui civili prodotti nel territorio afferente al bacino stesso e di stabilire che, per poter dare inizio ai lavori, pertanto, dovrà essere preventivamente sottoscritta dalle parti la convenzione e sia data comunicazione alla Regione per il conseguente nulla-osta all'avvio dei lavori”. In sostanza la giunta regionale ha demandato la decisione finale ai sindaci bellunesi del Consiglio di bacino. Nella delibera si legge che: “nel corso dell'istruttoria è emerso che rispetto alla pianificazione territoriale e di settore non sono stabiliti elementi ostativi alla realizzazione dell'intervento in oggetto” e che “è stata acquisita una nota del presidente del Consiglio di Bacino Dolominti Bellunesi in data 1 dicembre 2015, con la quale si ribadisce di non avere alcunché da osservare in merito agli aspetti progettuali, ambientali e autorizzativi di competenza di altri organismi, riconoscendo altresì da un punto di vista tecnico la valenza strategica di un polo aggregato di depurazione per il quale l'ente - dati i limiti di capacità di spesa - dovrà pianificare gli interventi tenendo conto dei vincoli imposti da situazioni di maggior urgenza ed emergenza”. La contrarietà è stata quella di Canale d'Agordo e Santo Stefano di Cadore, oltre che di Lentiai. Troppo poco par di capire. «Troppo poco? Eravamo in 1200 all'ultima protesta», obietta Zuccolotto. (fdm)

Fiammiferi di asparagi con aspretto di ciliegie

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi