Se ne va l’ultimo fabbro: Mel piange Lorenzet

Il 72enne maestro era molto conosciuto per la sua attività nel laboratorio-museo Il cordoglio sui social network e anche in paese. L’impegno a tramandare l’arte

MEL. Il mondo dell’artigianato e della tradizione bellunese ha perso una delle sue figure più significative. Antonio Lorenzet, detto Toni de Pino, è mancato qualche giorno fa, precisamente sabato, all’età di 72 anni.

Era uno degli ultimi fabbri in provincia. O almeno uno degli ultimi che continuavano a lavorare con attrezzi e macchinari di una volta. Nato il 22 aprile del 1944, Lorenzet era entrato in officina già all’età di otto anni. L’officina era quella paterna, dietro la chiesa di Mel, dove è poi rimasta in tutti questi anni, fino ad oggi. Dei fratelli Lorenzet, Toni era stato l’unico a continuare l’attività del padre. In un’intervista rilasciata diversi anni fa al “Corriere delle Alpi”, Toni de Pino ricordava anche la sua voglia di studiare: per tre anni frequentò le serali all’Itis a Belluno, andando su e giù in bici.

La scomparsa del fabbro di Mel ha lasciato un grande vuoto, non solo nel paese in cui operava. E sono diverse le persone che, anche sui social network, hanno espresso il loro cordoglio. «Scomparso l’amato fabbro di Mel. Una grave perdita, insostituibile», si legge su facebook. «Un maestro, immerso nel suo laboratorio, la forgia, simile a un androne di Mago Merlino», dice un altro commento. «Tra odore caratteristico di carbone e ferro e l’inconfondibile tintinnare di martello sul ferro al calore bianco».

Vicinanza alla famiglia è espressa anche dal sindaco Stefano Cesa e dall’amministrazione comunale, che ricordano Lorenzet come una persona che si distingueva da tutte le altre per il suo modo di fare e per la bontà d’animo. Una persona disponibile, con cui era piacevole parlare e che tutti ascoltavano volentieri. E che era diventata anche un punto di riferimento per i suoi concittadini. «Quello che rimane nella sua officina, per i macchinari e gli attrezzi in essa contenuti, rappresenta una sorta di museo etnografico», sottolineano dall’amministrazione. E il sogno nel cassetto di Lorenzet è stato sempre quello di trasformare la sua officina in un piccolo museo. Per poter tramandare un sapere che non dovrebbe andare perduto e che sarebbe difficile da recuperare. Un sogno, quello del maestro fabbro, che forse si realizzerà. Basti pensare che, negli anni, scolaresche ed esperti di etnografia si sono recati a Mel per vedere Toni de Pino all’opera. E anche in internet, sul canale youtube, si trovano video del “Museo del fabbro”. «La comunità culturale della cittadina», scriveva ieri Dario Dall’Olio su facebook, «sta valutando come preservare una memoria così diligentemente conservata sino ai tempi nostri». Lorenzet lascia la moglie Gina, i figli Allan e Arianna con Luca, Asia e Vanessa.

Martina Reolon

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