Morte tre pecore: è la malattia della lingua blu

Allarme in un gregge ad Alano. Unità di crisi in Regione, maxi piano di controlli su ovini e bovini

ALANO DI PIAVE. In Veneto mancava dal 2008, quando era stata diagnosticata su alcuni bovini nel Veronese. Ora la Bluetongue, ovvero la malattia della lingua blu, è tornata a materializzarsi (seppur con un tipo diverso) nel gregge di Marco Boldrin ad Alano. Tre pecore giovani e sane sono morte in pochi giorni. Le analisi svolte nei laboratori dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie a Legnaro e le controanalisi effettuate allo Zooprofilattico di Teramo, centro di riferimento nazionale per la malattia, hanno confermato la diagnosi. Subito si è attivata la macchina dell’emergenza, in attesa dei risultati su un caso sospetto su una pecora nel Trevigiano e di un altro sempre in zona Alano.

Ieri in Regione è stata convocata l’unità di crisi a cui hanno partecipato i rappresentanti dei servizi veterinari dell’Usl 2 di Feltre e dell’Usl 8 di Asolo. Il gregge infetto, infatti, si è mosso nelle scorse settimane in dodici comuni tra il Feltrino e l’Alto Trevigiano, al confine con la nostra provincia. E proprio gli spostamenti da parte dei 550 capi - tra pecore e capre - imporranno già dai prossimi giorni una maxi campagna di controlli che interesserà migliaia di capi (non solo ovini, ma anche bovini) in un’area che verrà definita dal Ministero della Salute. Come spiega Lebana Bonfanti, dirigente veterinaria dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, «la Bluetongue è una malattia virale che si trasmette non per contatto diretto, ma attraverso un tipo di moscerino che funge da vettore tra animali infetti e animali sani. Proprio per questo può estendersi in aree abbastanza vaste».

Da qui la necessità di monitorare lo stato di salute dei capi non solo del gregge considerato infetto, tenuto conto della velocità con cui il moscerino può diffondere la malattia. «Nelle pecore la Bluetongue porta anche alla morte, nei bovini generalmente non dà problemi gravi perché gli animali riescono a generare velocemente gli anticorpi», spiega Bonfanti, «La malattia ha già interessato l’area dei Balcani, la scorsa settimana è stato segnalato un caso in Slovienia. È importante chiarire che per l’uomo non c’è alcun problema e nemmeno per il consumo dei prodotti tipo latte o carne. Il danno è di tipo sanitario per le pecore, di tipo commerciale per i bovini». Nelle prossime ore è atteso l’ok del Ministero sull’area dove estendere le verifiche su larga scala. Si procederà ai controlli su base statistica ed epidemiologica: le pecore verranno visitate dai veterinari, sui bovini si procederà invece con le analisi del sangue o sul latte. Il vaccino (in due dosi) è l’unico strumento che permette di arginare l’emergenza. Non sono previsti abbattimenti di massa, l’eutanasia è solo per gli animali gravemente malati. L’importante, come chiarisce la dirigente dello Zooprofilattico, è fare presto: «Dobbiamo essere più veloci della malattia».

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