Passi chiusi al traffico il 10 settembre le misure sperimentali

Altoatesini e trentini si sono dati appuntamento sul Sella Gli operatori: «È tutto assurdo, siamo pronti alla protesta»

BELLUNO. Giorni decisivi per la chiusura dei passi. E a Belluno e Venezia scatta l’allarme. Il 10 settembre sarà formalmente annunciata, sul passo Sella, la chiusura di quel passo, almeno un giorno alla settimana, in via sperimentale, dall'anno prossimo.

Gli operatori turistici di tutti i valichi, compresi il Pordoi, il Campolongo, il Falzarego, lo stesso Fedaia, sono sul piede di guerra. Ieri sono stati interpellati dai sindaci trentini della Val di Fassa perché indicassero una soluzione: la chiusura ad ore piuttosto che il pedaggio. «Noi abbiamo diritto di vivere, non di morire, quindi non vi suggeriamo un bel niente», è sbottato Osvaldo Finazzer, albergatore al Pordoi. «Al massimo vi chiediamo di vigilare sul traffico, specie quello motociclistico, ma non sulle strade pei bassi, bensì nelle città e nelle valli di provenienza. Sono obiettivamente eccessivi i rumori di talune moto».

Le Province di Trento e di Bolzano ascolteranno i sindaci nelle prossime ore e il 10 settembre, a meno di sorprese, illustreranno le misure sperimentali: chiusura delle strade dei passi dolomitici a ore o a giorni, potenziamento dei mezzi pubblici, da mettere a disposizione a titolo gratuito per incentivarne inizialmente l'uso, limitazioni all'inquinamento acustico e atmosferico, impianti di risalita aperti anche d'estate e via dai tornanti gli automezzi Eur0 1 e 2. È all'interno di queste indicazioni che la scelta verrà fatta. Sul Sella, tra l'altro, verrà portato un autobus ecologico, che si pensa di utilizzare come navetta. Se l'esperimento dovesse funzionare, sarà ripetuto sugli altri passi.

La risposta degli operatori turistici è la più drastica. «Entro fine settembre ci riuniremo in assemblea sul Pordoi e decideremo le contromisure», annuncia Finazzer. «Nessuno di noi, neppure i più lontani dal Sella, possono accettare questa sperimentazione che si ripercuoterà su tutti i valichi e nelle nostre valli».

Nei giorni scorsi gli assessori provinciali di Trento e Bolzano hanno tenuto un vertice, a porte chiuse, per verificare che cosa fare. Difficile individuare una proposta condivisa. Si va dalla chiusura un giorno alla settimana, alla chiusura ad ore per più giorni, al pedaggio. E, in ogni caso, le soluzioni sono da concordare anche con la Provincia di Belluno, quindi con la Regione Veneto. A tal riguardo, il presidente Luca Zaia e l'assessore regionale bellunese Gianpaolo Bottacin ribadiscono il loro no a misure che possano danneggiare l'economia locale. Un no che per i due amministratori scaturisce dal rispetto di un diritto costituzionale, quello alla mobilità. Zaia si dice sicuro che gli ottimi rapporti con Bolzano e con Trento eviteranno soluzioni così drastiche, che potrebbero addirittura a richiedere l'impugnazione a Roma e in sede europea.

E pare che Arno Kompatscher, il governatore dell'Alto Adige, ne sia pienamente cosciente. «Stiamo lavorando», ha detto il numero uno dell’Alto Adige. Vogliamo risolvere la questione e scovare la soluzione migliore», ha dichiarato a commento della riunione a porte chiuse in cui si sono abbozzate le prime soluzioni. «Dovremo però confrontarci prima coi territori e tener conto delle esigenze dei vari soggetti interessati».

La necessità di un accordo con Belluno e Venezia non prescinde, fra l'altro, da quella di un'intesa con gli stessi operatori turistici che sono tutti contrari a interventi draconiani. Leandro Grones, sindaco di Livinallongo e assessore provinciale, con due passi da gestire, il Pordoi e il Campolongo, mette le mani avanti, anticipando che ci sono azioni più morbide da poter assumere: dal pattugliamento delle strade ai sistemi di controllo della velocità e dell'inquinamento acustico; solo in via eccezionale, ma pochissime volte l'anno, potrebbe scattare la chiusura oraria delle strade.

Nel frattempo, il 9 settembre, dal Pordoi, si pronunceranno i club alpini della regione dolomitica. È prevedibile che anche da parte loro ci sarà la sollecitazione a non aspettare altro tempo per una decisione conclusiva. Il giorno dopo la kermesse sul Sella. Ma Zaia osserverà, allarmato, dal binocolo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Video del giorno

Barattin, Soccorso Alpino: non sottovalutate la montagna, chi sbaglia paga. Anche i soccorsi

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi